Sugar

Sugar” ci trasporta nel mondo affascinante e pericoloso di Los Angeles, dove il confine tra sogno e realtà si fa sempre più labile. La serie, creata da di Mark Protosevich, noto per il suo lavoro su “Io sono leggenda” e “Thor”, si presenta come un omaggio al noir classico, rivisitato in chiave contemporanea.

Il progetto ha preso vita nel 2021, quando Apple TV+ ha mostrato interesse per un concept che prometteva di reinventare il genere detective. Dopo mesi di sviluppo e riscritture, Apple ha dato il via libera alla produzione nel dicembre 2022.

Le riprese sono iniziate a Los Angeles nel marzo 2023, con una produzione che ha richiesto cinque mesi di lavoro. La scelta di girare on location, invece che in studio, ha aggiunto un livello di autenticità all’atmosfera della serie, permettendo alla città di diventare essa stessa un personaggio chiave della narrazione.

La colonna sonora, composta da artisti di fama internazionale, è stata registrata negli iconici Capitol Studios di Hollywood, aggiungendo un ulteriore strato di profondità all’esperienza audiovisiva.

La regia, affidata a talenti come Fernando Meirelles (“City of God”) e Adam Arkin (“The Americans”), si distingue per il suo approccio visivo sofisticato. Ogni inquadratura è studiata per trasmettere emozioni e creare atmosfera, con un uso sapiente delle luci e delle ombre che richiama i grandi classici del genere.

La serie, composta da 8 episodi, ha finalmente debuttato il 5 aprile 2024. Il lancio è stato accompagnato da una massiccia campagna di marketing che ha incluso proiezioni in anteprima in location storiche di Los Angeles legate al noir cinematografico.

Una trama di Sugar

Al centro della narrazione troviamo John Sugar (l’attore Colin Farrell1, un detective privato dal passato misterioso e dal presente complicato. La sua ultima missione? Ritrovare Olivia Siegel, la nipote scomparsa di un potente produttore hollywoodiano. Quello che inizia come un caso apparentemente semplice si trasforma presto in un labirinto di bugie, segreti e pericoli.

Colin Farrell in “Sugar”
Colin Farrell in “Sugar”

L’ambientazione gioca un ruolo fondamentale nella serie. Los Angeles, con i suoi contrasti stridenti tra glamour e degrado, diventa quasi un personaggio a sé stante. Le strade assolate di giorno nascondono oscuri segreti che emergono solo sotto le luci al neon della notte. Dalla lussuosa villa del produttore ai vicoli malfamati di Downtown, ogni location contribuisce a creare un’atmosfera densa di tensione e mistero.

John Sugar non è il solito detective bollito. Dietro la sua facciata di cinismo e professionalità si nasconde un uomo tormentato, con un passato che lo perseguita e un presente incerto. La sua ricerca di Olivia diventa anche un viaggio interiore, un percorso di redenzione e scoperta di sé.

Accanto a lui, troviamo una galleria di personaggi altrettanto complessi e affascinanti. C’è Ruby (l’attrice Kirby Howell-Baptiste2), la misteriosa informatrice di Sugar. E poi ancora Bernie Siegel (l’attore James Cromwell3), il potente produttore hollywoodiano la cui nipote è scomparsa, un uomo abituato a ottenere ciò che vuole ad ogni costo.

Non mancano figure ambigue come l’affascinante Melanie (l’attrice Amy Ryan4), che sembra saperne più di quanto non dica, e il detective della polizia di Los Angeles, Judson (l’attore Dennis Boutsikaris5), il cui rapporto con Sugar oscilla tra collaborazione e rivalità.

Le mie impressioni su Sugar

La narrazione di “Sugar” si sviluppa come una spirale, avvolgendo lo spettatore in un intreccio sempre più fitto di indizi, false piste e rivelazioni scioccanti. Lo stile adottato dai creatori della serie riesce a mantenere un delicato equilibrio tra omaggio al noir classico e innovazione narrativa.

La serie sa come tenere incollati gli spettatori allo schermo. È un noir moderno che non tradisce le radici del genere, ma le reinterpreta in chiave contemporanea. Riesce a bilanciare sapientemente momenti di tensione pura con pause riflessive, creando un ritmo narrativo che non annoia mai.

James Cromwell in “Sugar”
James Cromwell in “Sugar”

Tra gli elementi chiave da considerare, c’è sicuramente la complessità dei personaggi. Nessuno è completamente buono o cattivo in “Sugar”, e questa ambiguità morale contribuisce a creare situazioni imprevedibili e avvincenti. Inoltre, la serie non si limita a essere un semplice giallo, ma esplora temi profondi come la redenzione, il peso del passato e la natura dell’identità.

Un altro aspetto da non sottovalutare è l’attenzione ai dettagli. Dai costumi alle location, passando per la colonna sonora, ogni elemento contribuisce a creare un’esperienza immersiva e coinvolgente. Gli amanti del genere apprezzeranno i numerosi riferimenti ai classici del noir, sapientemente disseminati lungo tutta la narrazione.

Inoltre devo aggiungere che dall’episodio 6 e 7 ci sarà un colpo di scena così grande da cambiare addirittura la categoria della serie stessa. Da una serie noir diventa qualcos’altro, ma non voglio sbilanciarmi oltre su questo punto, perché è stato un colpo di scena così inatteso e dirompente da aver lasciato senza parole anche me.

Curiosità su Sugar

“Sugar” nasconde al suo interno diverse curiosità che ne aumentano il fascino. Una delle più interessanti riguarda il protagonista: pare che Colin Farrell abbia accettato il ruolo di John Sugar senza nemmeno leggere la sceneggiatura, fidandosi ciecamente del progetto e dei suoi creatori.

Un’altra chicca riguarda le location: molte delle scene sono state girate in luoghi reali di Los Angeles, inclusi alcuni edifici storici mai aperti prima alle telecamere. Questo approccio ha contribuito a creare un’atmosfera autentica e immersiva.

Interessante anche il processo di preparazione degli attori: per entrare nel mood della serie, il cast ha partecipato a maratone di film noir classici, da “Il grande sonno” a “Chinatown”. Questo ha permesso loro di catturare l’essenza del genere e trasportarla nel contesto contemporaneo di “Sugar”.

Pro e contro di questa serie

Tra i punti di forza di “Sugar” spicca sicuramente la performance di Colin Farrell. L’attore irlandese regala un’interpretazione intensa e sfaccettata, riuscendo a trasmettere la complessità del personaggio di John Sugar con sguardi e gesti misurati. La chimica con il resto del cast è palpabile e contribuisce a rendere credibili anche le situazioni più estreme.

Un altro elemento vincente è la scrittura. I dialoghi sono affilati e ricchi di sottigliezze, con battute memorabili che rimangono impresse. La trama, pur complessa, riesce a mantenersi coerente, dispensando colpi di scena che non risultano mai gratuiti ma sempre funzionali allo sviluppo della storia.

Colin Farrell e Amy Ryan in “Sugar”
Colin Farrell e Amy Ryan in “Sugar”

Tuttavia, come ogni opera ambiziosa, anche “Sugar” presenta alcune criticità. Alcuni spettatori potrebbero trovare il ritmo narrativo a tratti lento, soprattutto nei primi episodi dove la costruzione dell’atmosfera prende il sopravvento sull’azione. Inoltre, la complessità della trama potrebbe risultare disorientante per chi non è abituato alle convenzioni del genere noir.

Un altro aspetto che potrebbe dividere il pubblico è il finale. Senza rivelare troppo, possiamo dire che la conclusione della serie lascia spazio a interpretazioni diverse, non fornendo tutte le risposte che alcuni spettatori potrebbero aspettarsi.

L’accoglienza della serie

La reazione del pubblico a “Sugar” è stata generalmente positiva. Sui social media, le discussioni sulle teorie riguardanti la trama e i personaggi hanno animato forum e gruppi di fan.

La critica specializzata ha accolto la serie con entusiasmo. Su Rotten Tomatoes, “Sugar” ha ottenuto un punteggio di 82, con un consenso che recita: “Un noir moderno che riesce a essere sia un omaggio al genere che una sua reinvenzione, Sugar brilla grazie alla performance magistrale di Colin Farrell e a una trama intrigante che tiene incollati allo schermo“.

Variety ha definito la serie “un’elegante rivisitazione del genere detective che brilla per stile e sostanza“, mentre The Hollywood Reporter ha elogiato la regia e la fotografia, definendole “un trionfo visivo che cattura l’essenza di Los Angeles in tutta la sua contraddittoria bellezza“.

La prima stagione, composta da 8 episodi, apre le porte a una seconda stagione.

Dove vedere Sugar

“Sugar” si rivela essere una serie che merita l’attenzione degli amanti del genere noir e non solo.

La valutazione complessiva è positiva. Per i potenziali spettatori, la serie richiede attenzione e pazienza, soprattutto nei primi episodi, ma ripaga ampiamente chi decide di darle una possibilità.

“Sugar” è disponibile in esclusiva su Apple TV+. Per godersi appieno l’esperienza, si consiglia la visione in un ambiente buio, che permetta di apprezzare al meglio la fotografia e l’atmosfera della serie.


  1. Noto per i suoi ruoli in “In Bruges”, “The Lobster” e “The Batman” ↩
  2. Conosciuta per i suoi ruoli in “The Good Place”, “Killing Eve” e “Cruella” ↩
  3. Attore di lungo corso noto per “Babe”, “L.A. Confidential” e “Il miglio verde” ↩
  4. Attrice apprezzata per i suoi ruoli in “The Wire”, “The Office” e “Birdman”, ma anche per aver interpretato Holly Flax in The Office e Jan Bellows in Only Murders in the Building. ↩
  5. Volto noto delle serie TV come “Better Call Saul”, “The Blacklist” e “Law & Order” ↩

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