lettera aperta

Caro Tim Cook,

Scrivo questa lettera aperta non solo a nome mio, ma anche di milioni di utenti Apple in Europa che, come me, amano i prodotti della mela morsicata ma si sentono trattati come clienti di serie B.

Ricordo ancora l’emozione di scartare il mio primo iPod, di accendere il mio primo iPhone, di esplorare le potenzialità del mio primo MacBook. Questi dispositivi hanno rivoluzionato il modo in cui interagiamo con la tecnologia, e Apple ha sempre rappresentato l’eccellenza e l’innovazione. Tuttavia, con il passare degli anni, noi europei abbiamo iniziato a notare una crescente disparità tra ciò che offrite negli Stati Uniti e ciò che è disponibile nel Vecchio Continente.

Non si tratta solo di lamentele da fan viziati. Parliamo di servizi essenziali, di funzionalità innovative, di prezzi equi. In un mondo sempre più interconnesso, dove la tecnologia non conosce confini, queste differenze stanno diventando sempre più difficili da giustificare e da accettare.

Prendiamo ad esempio Apple Card e Apple Pay Cash. Questi servizi finanziari innovativi hanno trasformato il modo in cui i vostri clienti americani gestiscono le loro finanze, offrendo una semplicità e una trasparenza mai viste prima nel settore bancario. Ma noi europei? Siamo lasciati a guardare, costretti a utilizzare alternative di terze parti che, per quanto valide, non offrono la stessa integrazione perfetta con l’ecosistema Apple.

So bene che le regolamentazioni finanziarie in Europa sono complesse e variegate, ma altre aziende tecnologiche sono riuscite a lanciare servizi simili nel nostro continente. Perché Apple, con tutte le sue risorse e il suo potere contrattuale, non è ancora riuscita a superare questi ostacoli? O forse, la domanda più pertinente è: ci state davvero provando con la stessa determinazione che mettete nei mercati d’oltreoceano?

Ma non si tratta solo di servizi finanziari. Parliamo di Apple News+, un servizio che potrebbe arricchire enormemente la nostra esperienza informativa. Invece, ci ritroviamo con una versione base di Apple News, priva dei contenuti premium che rendono il servizio così attraente negli Stati Uniti. Capisco le sfide legate ai diritti d’autore e agli accordi con gli editori, ma non posso fare a meno di chiedermi: perché non vediamo lo stesso impegno nel negoziare accordi con i principali editori europei?

Tim, so che Apple è un’azienda globale con sfide complesse da affrontare. So anche che l’Europa, con le sue molteplici lingue, culture e regolamentazioni, rappresenta un mercato particolarmente impegnativo. Ma è proprio qui che vorrei vedere brillare quella determinazione e quell’innovazione che hanno reso Apple un gigante tecnologico.

Parliamo ora di Apple Intelligence e dei servizi basati sull’intelligenza artificiale. Negli ultimi anni, abbiamo assistito a un’esplosione di innovazioni in questo campo, con assistenti virtuali sempre più capaci e funzionalità predittive che semplificano la vita degli utenti. Tuttavia, anche qui, noi europei ci troviamo spesso a guardare dal finestrino mentre il treno dell’innovazione sfreccia oltre.

Prendiamo ad esempio il recente lancio di Apple Vision Pro. Mentre gli utenti americani esplorano nuovi modi di interagire con la realtà mista, noi in Europa siamo lasciati a chiederci quando (e se) avremo l’opportunità di sperimentare questa tecnologia rivoluzionaria. So che il lancio di un prodotto così innovativo richiede tempo e pianificazione, ma la mancanza di una roadmap chiara per il mercato italiano è frustrante.

Tim, capisco che ci possano essere ostacoli normativi, come il GDPR, che rendono più complesso il lancio di certi servizi in Europa. Ma non sono forse queste le sfide che Apple ha sempre affrontato e superato con ingegno e determinazione? Non è forse questo il momento di dimostrare che Apple può essere un leader non solo nell’innovazione tecnologica, ma anche nell’adattarsi e prosperare in un panorama normativo complesso?

Il valore del mercato europeo per Apple non è certo trascurabile. Secondo i dati finanziari più recenti, l’Europa rappresenta circa il 25% delle vendite globali di Apple1. Siamo un mercato maturo, con un’alta penetrazione di dispositivi Apple e una base di clienti fedeli. Non meritiamo forse lo stesso livello di attenzione e innovazione riservato al mercato americano?

Tim, so che Apple ha fatto passi avanti negli ultimi anni per migliorare la sua presenza in Europa. L’apertura di nuovi Apple Store, l’espansione dei centri di ricerca e sviluppo, gli investimenti in energie rinnovabili sono tutti segnali positivi. Ma c’è ancora molta strada da fare.

Ecco quindi le mie richieste, che credo riflettano il sentimento di molti utenti Apple in Europa:

  1. Parità di servizi: Accelerate il lancio di servizi come Apple Card e Apple Pay Cash in Europa. Se ci sono ostacoli normativi, lavorate con le autorità per superarli, come avete fatto in passato per altri servizi.
  2. Contenuti equi: Espandete il catalogo di Apple TV+ e Apple News+ in Europa, negoziando accordi con produttori di contenuti e editori locali. La diversità culturale europea dovrebbe essere vista come un’opportunità, non come un ostacolo.
  3. Innovazione senza confini: Garantite che le nuove tecnologie e i nuovi prodotti, come Apple Vision Pro, arrivino in Italia e in Europa con tempistiche simili al lancio negli Stati Uniti. Se ci sono ritardi, comunicate apertamente le ragioni e fornite una roadmap chiara.
  4. Prezzi equi: Rivedete la vostra politica di prezzi in Europa. Se ci sono fattori che giustificano le differenze di prezzo, siate trasparenti al riguardo. Considerate l’introduzione di programmi di fedeltà o sconti per i clienti di lunga data.
  5. Comunicazione aperta: Migliorate la comunicazione con la comunità europea di utenti Apple. Considerate l’idea di eventi dedicati, simili alla WWDC, ma focalizzati sulle esigenze e le opportunità specifiche del mercato europeo.

Tim, so che Apple si trova di fronte a sfide uniche nel mercato europeo. Il panorama normativo del nostro continente è complesso e in continua evoluzione. Il Digital Markets Act (DMA) e il Digital Services Act (DSA) sono solo gli ultimi esempi di come l’Unione Europea stia cercando di regolamentare il settore tecnologico2. Queste normative possono sembrare ostacoli, ma vi invito a vederle come opportunità per innovare e adattarsi.

Apple ha sempre sostenuto di mettere la privacy e la sicurezza degli utenti al primo posto. Ebbene, l’Europa è all’avanguardia in questo campo. Il GDPR ha stabilito nuovi standard globali per la protezione dei dati personali. Invece di vedere queste regolamentazioni come un freno, perché non farne un punto di forza? Mostrate al mondo come si può innovare rispettando al contempo i più alti standard di privacy.

Parlando di innovazione, l’Europa è una fucina di talenti nel campo della tecnologia e del design. Le università e i centri di ricerca europei sono tra i migliori al mondo. Perché non aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo nel nostro continente? Immaginate le potenzialità di un Apple Innovation Hub nel cuore dell’Europa, che attinga alle diverse culture e competenze del nostro continente.

Un altro aspetto che vorrei sottolineare è l’importanza della localizzazione. L’Europa non è un mercato omogeneo, ma un mosaico di culture e lingue. Apprezzo gli sforzi di Apple nel localizzare i suoi prodotti e servizi, ma c’è ancora margine di miglioramento. Siri, per esempio, potrebbe beneficiare di una comprensione più profonda dei contesti culturali locali. E che dire di Apple Maps? In molte città europee, le informazioni sono ancora limitate rispetto ad altri servizi di mappatura.

Tim, non scrivo questa lettera come un critico che vuole puntare il dito, ma come un appassionato che crede nel potenziale di Apple di fare ancora meglio. Ho visto Apple superare sfide impossibili, reinventare interi settori, creare prodotti che hanno cambiato il mondo. So che avete la capacità di affrontare queste disparità e risolverle.

Immagina per un momento come potrebbe essere l’esperienza Apple in Europa se tutte queste richieste fossero soddisfatte. Utenti entusiasti che possono godere degli stessi servizi dei loro omologhi americani. Prezzi più equi che rendono i prodotti Apple accessibili a un pubblico più ampio. Innovazioni che arrivano simultaneamente su entrambe le sponde dell’Atlantico. Sarebbe una vittoria per tutti: per gli utenti, per Apple, e per l’intero ecosistema tecnologico europeo.

In conclusione, Tim, ti chiedo di ripensare la strategia di Apple in Europa. Non come un mercato secondario, ma come un partner alla pari nella visione globale di Apple. Siamo pronti a collaborare, a innovare insieme, a costruire un futuro tecnologico che rispetti le peculiarità del nostro continente mantenendo al contempo l’eccellenza che ha sempre contraddistinto Apple.

So che il cambiamento non avviene da un giorno all’altro, ma sono fiducioso che, con la giusta volontà e visione, Apple possa trasformare queste sfide in opportunità. Sono pronto a fare la mia parte come utente, beta tester, e ambasciatore del brand. E sono certo che milioni di utenti europei siano pronti a fare lo stesso.

Attendo con impazienza di vedere come Apple risponderà a queste sfide. Sono sicuro che, fedele al vostro motto, penserete diversamente e ci sorprenderete ancora una volta.

Con sincera stima e grandi aspettative,

Un appassionato utente Apple europeo.


  1. Apple Inc. Form 10-K, Fiscal Year Ended September 30, 2023
  2. European Commission, “The Digital Services Act Package”, 2023

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