Lo stipendio di John Ternus è da 58 milioni di dollari. Il 1° settembre, al primo giorno da CEO, Apple ha depositato in Commissione un aggiornamento al filing: tre milioni di stipendio e 55 milioni in azioni come target per l’anno fiscale 2027.

Tim Cook, passato a executive chairman, ha un pacchetto da 47 milioni. L’anno scorso, da CEO, ne ha incassati 74,3. La distanza con Steve Jobs resta più netta: dal ritorno in Apple del 1997 fino al 2011 il fondatore prendeva un dollaro all’anno.

Il numero di Ternus non è uno stipendio da portare a casa. È il prezzo di un manager che non possiede l’azienda. Jobs era il “padrone”. Cook e Ternus sono dipendenti pagati in azioni.

John Ternus e Tim Cook camminano ad Apple Park
John Ternus a sinistra e Tim Cook a destra, fotografati ad Apple Park.

Il foglio della SEC

L’emendamento 8-K/A del 1° settembre è la prima volta in cui Apple pubblica quanto prende John Ternus. Da senior vice president dell’hardware il suo pacchetto non compariva nei proxy.

Il target da 58 milioni si spezza così:

  • 3 milioni di stipendio, già dal 1° settembre
  • 55 milioni in azioni per il 2027
  • di queste, il 75% matura solo se il rendimento totale per gli azionisti batte le altre società dell’S&P 500
  • il 25% matura a tempo, a rate semestrali in quattro anni
  • per i mesi da CEO nel 2026 Apple ha aggiunto un premio in azioni prorata da 2,5 milioni

I 58 milioni non includono i bonus in contanti legati ai risultati. Il totale reale del 2027 può salire o scendere. Lo ha riassunto anche MacRumors sul filing.

Cook da chairman prende 2 milioni di stipendio, dal 26 settembre, e 45 milioni in azioni: metà a tempo, metà legate allo stesso confronto con l’S&P 500. Se va in pensione dopo il primo anno dal premio, le azioni maturano ma arrivano alle scadenze già scritte. Il board lo ha pagato per restare senza restare CEO.

Grafico pacchetti CEO Apple: Cook 74,3 milioni, Ternus 58, Cook chairman 47
Pacchetti Apple: Cook da CEO 2025 realizzato 74,3 milioni, Ternus da CEO 2027 target 58, Cook da chairman 2027 target 47. Jobs da 1 dollaro non entra in scala. Fonte: SEC e proxy.

Jobs prendeva un dollaro

Nel proxy del 2011 Apple scriveva che il livello di azioni di Jobs allineava i suoi interessi a quelli degli azionisti, e che il compenso totale era un dollaro all’anno. Traduzione secca: il fondatore non aveva bisogno della busta paga.

«La società ritiene che il livello di possesso azionario del signor Jobs allinei in modo significativo i suoi interessi a quelli degli azionisti; il suo compenso totale consiste in uno stipendio di 1 dollaro all’anno» (traduzione redazionale)

Dal 1997 Jobs non vendeva le sue azioni Apple. In portafoglio ne aveva circa 5,5 milioni. Nel 1999, da premio per il risanamento, arrivò un Gulfstream V da 90 milioni: Apple continuò a rimborsargli i voli di lavoro, 248 mila dollari nel 2010. Lo stipendio da un dollaro era vero. Il patrimonio no.

Quella scelta ha un senso solo se si è padroni. Un manager assunto non può copiare il dollaro: non ha il titolo in tasca.

Cook, il manager da 2,5 miliardi

Cook è il primo CEO di Apple che non ha fondato nulla. Il board lo ha pagato come si pagano i professionisti: poco contante, molte azioni, paletti sul titolo.

Nel 2025 ha portato a casa 74,3 milioni: 3 milioni di stipendio, 12 milioni di premi in contanti, 57,5 milioni in azioni. Lo stipendio da tre milioni è fermo dal 2016. Il grosso è carta che vale se il mercato dice sì.

Su quindici anni da CEO il conto è un altro. Equilar ha calcolato 2,4 miliardi realizzati da quando ha preso il posto di Jobs, 2,52 miliardi dal 2007 al 2025. La capitalizzazione di Apple, nello stesso arco da CEO, è passata da circa 350 miliardi a 4.000. Il pacchetto segue il titolo, non il contrario.

L’addio di Tim Cook alla guida di Apple chiude quella stagione. Il board non lo ha mandato via: lo ha messo a presiedere, con 47 milioni di target. Meno di Ternus da CEO, meno di Cook da CEO. Un sconto da chairman, non un addio al soldo.

Ternus entra nella fascia dei manager

John Ternus, il nuovo CEO di Apple, ha 51 anni e venticinque di azienda. È il secondo CEO di fila che arriva dalla fila, non dal garage. Il board lo ha messo subito nella stessa logica di Cook: tre milioni di base, un mucchio di azioni, tre quarti legati all’S&P 500.

Il confronto interno è questo. Ternus da CEO: 58 di target. Cook da chairman: 47 di target. Cook da CEO nel 2025: 74,3 realizzati. Il nuovo capo prende più del presidente, meno del capo uscente. È il prezzo di un passaggio, non di un’incoronazione.

Il 75% a performance è il paletto vero. Se il titolo di Apple resta indietro rispetto all’indice, una fetta larga di quei 55 milioni non arriva. Il board ha scritto il contratto come un esame, non come un regalo.

Grafico stipendi CEO Big Tech 2025: Nadella, Cook, Huang, Zuckerberg, Pichai
Pacchetti realizzati 2025: Nadella 96,5, Cook 74,3, Huang 49,9, Zuckerberg 25,1 (quasi tutta sicurezza), Pichai 10,9 senza maxi-azioni. Fonte: proxy SEC.

Cosa prendono gli altri CEO

Il 2025, sui proxy, mostra la stessa spaccatura. Da una parte i manager. Dall’altra chi l’azienda ce l’ha già.

Satya Nadella ha chiuso l’anno fiscale 2025 a 96,5 milioni: 2,5 milioni di stipendio, 9,5 milioni di bonus, oltre 84 milioni in azioni. È il pacchetto più alto tra i grandi nomi. Microsoft lo paga perché non è Bill Gates.

Fondatori e manager

Jensen Huang, fondatore di Nvidia, nel 2025 ha preso 49,9 milioni, in gran parte azioni. Nel 2026 il pacchetto è sceso a 36,3. Huang è padrone e dipendente: lo stipendio c’è, ma il tesoro sta nella quota.

Mark Zuckerberg, nel proxy Meta 2026, ha ancora un dollaro di stipendio. Il totale 2025 è 25,1 milioni, quasi tutti in «altre voci»: sicurezza, voli, protezioni. Niente bonus, niente azioni nuove. Come Jobs, il fondatore non si fa pagare per possedere.

Sundar Pichai nel 2025 risulta a circa 10,9 milioni, senza maxi-premio in azioni quell’anno. Il colpo vero è un altro: a marzo 2026 Alphabet gli ha messo sul tavolo un pacchetto triennale da 692 milioni di target, legato anche a Waymo e Wing. L’annuale basso è un’illusione se il board ti fa un maxi-assegno ogni tre anni.

La lezione è secca. I fondatori (Jobs, Zuckerberg) prendono un dollaro e tengono il titolo. I manager (Cook, Ternus, Nadella, Pichai) prendono decine di milioni in azioni perché il titolo, da soli, non ce l’hanno. Huang sta in mezzo: ha fondato Nvidia e comunque incassa un pacchetto da dipendente di lusso.

Come leggere i numeri

Un target da 58 milioni non è uno stipendio. Una parte matura in quattro anni. Una parte può azzerarsi se Apple resta indietro sull’S&P 500. I bonus in contanti del 2027 non sono ancora in tabella. Confrontare Jobs da un dollaro con Ternus da 58 senza questa nota è un titolo, non un conto.

Le domande più comuni

Quanto guadagna John Ternus da CEO?

Il stipendio di John Ternus, come target 2027, è 58 milioni di dollari: 3 milioni di stipendio e 55 milioni in azioni. Per il 2026 c’è un premio in azioni prorata da 2,5 milioni. I bonus in contanti non sono nel totale.

Tim Cook da chairman prende più o meno di Ternus?

Meno. Cook ha 47 milioni di target (2 milioni di stipendio e 45 milioni in azioni). Nel 2025, da CEO, ne aveva realizzati 74,3.

Steve Jobs prendeva davvero un dollaro?

, come stipendio, dal 1997. Aveva milioni di azioni, un jet da premio nel 1999 e i rimborsi dei voli di lavoro. Il dollaro era lo stipendio, non il patrimonio.

Ternus è pagato come gli altri CEO della Big Tech?

Sta nella fascia dei manager: sotto Nadella 2025 (96,5 milioni realizzati), sotto Cook 2025, sopra Pichai nell’anno senza maxi-premio. Non sta con i fondatori da un dollaro.

Apple ha scelto un ingegnere e lo ha pagato da dipendente di lusso. Se il titolo non tiene il passo dell’S&P 500, una fetta di quei 58 milioni resta sulla carta. Basterà, quando in azienda il padrone non c’è più?

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