C’è chi l’intelligenza artificiale la usa per scrivere email più in fretta, e chi ci costruisce strumenti per guardare dentro la spesa dello Stato. Domenico Gagliardi appartiene alla seconda categoria: imprenditore mantovano e indie hacker, ha lanciato sul mercato Softgen AI (poi venduta), è stato founding member e COO di Kortix — dove ha partecipato al lancio di Suna — e ha fondato Italian Builders, la community privata che riunisce oltre 800 persone che costruiscono prodotti digitali.

Con Francesco Giannicola, Domenico Gagliardi ha tirato su due progetti civic-tech che stanno facendo parecchio rumore: DoveVannoINostriSoldi, il portale open source che aggrega decine di fonti pubbliche sulla spesa italiana e che è nato in circa 24 ore, e ItaliaAperta, con “Pino”, l’assistente IA che aiuta a orientarsi nei servizi della pubblica amministrazione partendo dai documenti ufficiali.

Lo abbiamo intervistato: undici domande su metodo, stack tecnico, dati aperti e cosa significa costruire in pubblico — anche quando l’oggetto sono i soldi di tutti. Ecco cosa ci siamo detti.

La pagina iniziale di ItaliaAperta, il progetto che aiuta a orientarsi nei servizi pubblici con domande in linguaggio naturale
La home di ItaliaAperta. Screenshot fornito da Domenico Gagliardi.

1. Imprenditore e indie hacker: che cosa cambia davvero?

Per me cambia soprattutto il modo di partire. Da indie hacker si può prendere un problema, costruire una prima soluzione e metterla davanti alle persone con poche risorse. Ci si assume direttamente anche il lavoro di capire a chi serve e come farla arrivare agli utenti.

Nel mio percorso ho vissuto entrambe le dimensioni: tanti side project, alcuni riusciti e altri no; Softgen AI, che ho lanciato sul mercato e poi venduto; Kortix, dove sono stato founding member e COO e ho partecipato al lancio di Suna. Lì ho lavorato anche sulla crescita e sull’organizzazione di una startup finanziata.

Non considero l’indie hacking una fase meno seria dell’imprenditoria. È un modo per imparare velocemente e conservare autonomia. Poi ogni progetto richiede una scelta: mantenerlo piccolo, aprirlo alla community oppure costruirci intorno un’azienda.

2. DoveVannoINostriSoldi in un weekend: stack e metodo

La prima versione è andata online in circa 24 ore, dopo aver visto un progetto francese che rendeva più accessibile la spesa pubblica. Quel tempo riguarda la prima versione: il lavoro sulle fonti, sulle verifiche e sulla leggibilità continua.

L’IA ha compresso i tempi di sviluppo. Il metodo è partire da una domanda concreta, collegare i dati necessari e verificare che il risultato abbia senso prima di ampliare il perimetro. Il codice arriva molto più velocemente; capire che cosa misuri un numero richiede comunque attenzione.

Oggi l’architettura è Next.js e React, con TypeScript e script di acquisizione e trasformazione dei dati anche in Python. Una parte delle fonti diventa snapshot versionati e controllati; altre vengono lette attraverso adapter con cache e limiti. Le stesse basi alimentano interfaccia, API e un server MCP in sola lettura, così i dati possono essere consultati anche da assistenti AI. È una struttura che si è evoluta dopo il lancio.

Il pannello delle fonti di Pino mostra le pagine ufficiali consultate per una domanda sul passaporto
Pino mostra le fonti ufficiali consultate. Screenshot fornito da Domenico Gagliardi.

3. Qual è stata la fonte di dati più difficile da integrare?

Più che indicare un solo portale, direi che la parte più difficile è far convivere le fonti senza cambiare il significato dei dati. Scaricare un file è solo l’inizio: poi bisogna capire periodo, copertura, identificativi e definizioni.

Con SIOPE leggi pagamenti di cassa; su OpenBDAP trovi anche dati con altri perimetri contabili; su OpenCoesione costi e pagamenti dei progetti. Non si può sommare tutto e chiamarlo “spesa pubblica”. Per gli enti e le partecipate bisogna anche verificare che i codici identifichino davvero lo stesso soggetto: un nome simile non basta.

Il rischio è ottenere una tabella ordinata e un risultato sbagliato. Per questo cerchiamo di tenere vicini al numero la fonte, la data e i limiti. Una fonte indisponibile, per esempio, non deve diventare uno zero.

“Il rischio è ottenere una tabella ordinata e un risultato sbagliato. Per questo cerchiamo di tenere vicini al numero la fonte, la data e i limiti.”

— Domenico Gagliardi

4. Che cosa significa costruire in pubblico sui soldi dello Stato?

Significa rendere verificabile anche il nostro lavoro. Se mostri come acquisisci e trasformi i dati, altri possono trovare un errore, proporre una correzione o costruire qualcosa che non avevi previsto. Su DoveVannoINostriSoldi i contributi e le segnalazioni della community sono stati importanti fin dall’inizio.

Il progetto resta civico e apartitico. Non vogliamo usare un grafico per dare automaticamente ragione a qualcuno. Una spesa superiore alla media può indicare un punto da approfondire, ma da sola non dimostra uno spreco.

Le stelle su GitHub danno visibilità; la parte che conta è trasformare quell’attenzione in controlli, contributi e uno strumento utile anche a chi non scrive codice.

5. Perché RAG e perché Qwen tramite Regolo?

Parto da un aggiornamento: al 14 ottobre la pagina delle fonti riporta 1.908 pagine ufficiali di 360 enti. I numeri della domanda fotografano una fase precedente.

Per Pino vogliamo che la risposta parta dai documenti pertinenti. Il RAG serve a questo: recuperare le informazioni utili e darle al modello come contesto. Il catalogo e l’indice aiutano a selezionare le pagine; Pino può leggerne il contenuto e rimandare a quelle effettivamente consultate. Non è una ricerca indiscriminata su tutto il web.

Usiamo Qwen attraverso Regolo, che è anche un partner e ci sostiene mettendo a disposizione l’inferenza gratuitamente. Questo aiuta a mantenere accessibile il progetto. Il modello e il fornitore sono due scelte distinte: non attribuirei l’affidabilità alla nazionalità di un modello. Il nostro lavoro specifico sta nella selezione delle fonti, nel recupero, nelle istruzioni e nei controlli sulle risposte.

6. Come si progetta un assistente che dichiara i propri limiti?

Partendo dalle conseguenze di una risposta sbagliata. Se una persona deve richiedere il passaporto, un requisito omesso può farle perdere tempo o un appuntamento. L’assistente deve chiedere i dettagli che cambiano la procedura, distinguere le informazioni disponibili da quelle mancanti e portare alla pagina ufficiale.

Usiamo fonti selezionate, controlli sui riferimenti, test automatici e verifiche delle risposte rispetto ai documenti. Però una citazione corretta non garantisce che ogni frase lo sia: anche questo va detto chiaramente.

La chat informativa di Pino orienta e spiega i passaggi; non rinnova il passaporto e non accede alla posizione personale del cittadino. Quando si passa ad azioni concrete servono controlli ulteriori. In SuperPino, il percorso per le segnalazioni al Comune, mostriamo il testo prima della conferma e prevediamo una verifica umana prima dell’invio.

La home di DoveVannoINostriSoldi con la spesa della pubblica amministrazione e il bilancio dello Stato
DoveVannoINostriSoldi: la spesa pubblica in chiaro. Screenshot dal repository ufficiale del progetto.

7. Per fare civic tech in Italia bisogna guardare all’estero?

Guardare fuori aiuta a vedere che una cosa si può fare. Il progetto francese ci ha dato lo spunto per DoveVannoINostriSoldi; di America.gov ci interessava l’idea di partire dal bisogno della persona, senza obbligarla a conoscere prima l’organizzazione degli uffici.

Poi il lavoro va fatto qui: fonti italiane, amministrazioni italiane, differenze territoriali e problemi reali dei cittadini. Non basta tradurre un’interfaccia.

Mi interessa un’Italia che sappia prendere un’idea utile, migliorarla e restituire qualcosa. Anche per questo credo nel valore di costruire in pubblico e di mettere in contatto chi sta facendo cose concrete.

8. Come si lavora in due su progetti così grossi?

Francesco si occupa dello sviluppo tecnico; io lavoro sia sulla parte tecnica sia sul prodotto, sul lancio e sul lato business. È la divisione che abbiamo raccontato anche per ItaliaAperta, ma in un gruppo così piccolo i confini non sono rigidi.

Essere in due rende le decisioni rapide e obbliga a scegliere che cosa fare prima. L’IA ci aiuta a realizzare più cose, mentre la responsabilità delle scelte e della verifica rimane nostra.

Per DoveVannoINostriSoldi, poi, sarebbe riduttivo fermarsi a noi due: il codice aperto permette ai contributor di partecipare, correggere e ampliare il progetto. La community fa parte del modo in cui cresce.

Confronto dei pagamenti comunali per territorio su DoveVannoINostriSoldi
Il confronto territoriale dei pagamenti comunali. Screenshot dal repository ufficiale del progetto.

9. Che cosa manca in Italia a chi vuole costruire senza venture capital?

Credo servano più occasioni per confrontarsi con persone che stanno davvero costruendo, cercando utenti e facendo i conti con un prodotto. È una delle ragioni per cui ho fondato Italian Builders, community privata con oltre 800 persone.

Chi parte da solo deve imparare anche a distribuire quello che realizza. Si può costruire un software molto velocemente e scoprire che nessuno lo usa: capire il problema e trovare i primi clienti resta una parte enorme del lavoro.

Il venture capital è uno strumento utile per alcuni percorsi. Ho lavorato in realtà che lo hanno raccolto e ne conosco il valore, ma non dovrebbe essere il metro con cui giudichiamo ogni progetto. Anche un prodotto sostenibile con pochi clienti o uno strumento civico mantenuto da una community possono essere risultati importanti.

La sezione opere pubbliche confronta costi previsti ed effettivi
Opere pubbliche: costi previsti vs effettivi. Screenshot dal repository ufficiale del progetto.

10. Setup quotidiano: hardware e software?

Demando semplicemente gran parte del mio lavoro all’AI. Penso che il 90% delle mie mansioni sia AI driven, con me che orchestro, giudico e gestisco. Utilizzo qualsiasi modello AI, ma particolarmente Grok e Astra.

11. Che cosa bolle in pentola?

In questo momento il filo conduttore è rendere più accessibili i dati e i servizi pubblici. Su DoveVannoINostriSoldi voglio continuare a migliorare copertura, confronti e possibilità di interrogare i dati, mantenendo visibili le fonti.

Con ItaliaAperta stiamo esplorando il passaggio dall’orientamento all’aiuto su compiti concreti. Un esempio già pubblico è SuperPino: aiuta a preparare una segnalazione al Comune e a individuare il canale adatto, con conferma dell’utente e controllo umano prima dell’invio. Questo non significa che Pino possa già gestire qualsiasi pratica amministrativa.

Più in generale mi interessa applicare l’AI a processi reali, in cui oggi si perde tempo tra documenti, portali e passaggi manuali. Voglio misurare il risultato su quello: quanta fatica togliamo a una persona e quanto resta verificabile ciò che il sistema fa.

L’intervistato

Domenico Gagliardi è un imprenditore e investitore che costruisce e fa crescere prodotti digitali, con un focus su AI, operations e growth. Ha lanciato sul mercato Softgen AI ed è stato founding member e COO di Kortix. Oggi lavora a DoveVannoINostriSoldi e ItaliaAperta ed è il fondatore della community Italian Builders.

Ringraziamo Domenico Gagliardi per la disponibilità: l’intervista è stata realizzata via email il 14 ottobre 2026. Le immagini sono screenshot forniti da Domenico Gagliardi per accompagnare l’intervista: crediti ItaliaAperta a Domenico Gagliardi e Francesco Giannicola; crediti DoveVannoINostriSoldi a Domenico Gagliardi, Francesco Giannicola e i contributor del progetto.

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