
Era il 2021 e, davanti a me, c’erano due opzioni: spendere 3.000 euro per un MacBook Pro o investire quella stessa somma in criptovaluta. Avete presente quelle decisioni che vi portano a riflettere su cosa potrebbe accadere nel futuro? Ecco, quella era una di quelle. L’idea era semplice: cosa succederebbe se, invece di comprare un prodotto tecnologico di cui avevo davvero bisogno, investissi i miei risparmi in un asset digitale e rischioso come una criptovaluta? Così è iniziato il mio esperimento con Crypto.com e la sua criptovaluta, il CRO.
In quel periodo, il prezzo di CRO era di 0,36 euro, e con i miei 3.000 euro sono riuscito ad acquistare 8.152 CRO. Sembrava l’inizio di un’avventura interessante, specialmente con il boom che stava attraversando il mondo delle criptovalute. Ma questa non è una storia fatta solo di entusiasmo o di promesse di facile guadagno: è una riflessione concreta e personale su un’alternativa al consumismo tecnologico.
Ora, al terzo anno di questo esperimento, è giunto il momento di tirare nuovamente le somme e capire se quell’investimento è stato più proficuo di un MacBook Pro, esplorando ogni sfaccettatura di questa esperienza.
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Due anni di oscillazioni – Cosa abbiamo imparato?
La domanda di fondo rimane la stessa: vale la pena investire in criptovalute o è meglio comprare qualcosa di tangibile come un computer? L’anno scorso, dopo il secondo bilancio annuale, la situazione non sembrava particolarmente entusiasmante. Nel 2022, il valore di CRO era sceso e il mio portafoglio non si era proprio comportato come speravo. Rispetto ai 0,36 euro per CRO dell’investimento iniziale, l’anno scorso il valore era sceso fino a 0,08 euro. Non è stato facile vedere il valore del mio investimento ridursi, ma c’è stato un risvolto inaspettato.
Quest’anno, nel 2024, il valore del CRO è leggermente risalito, stabilizzandosi intorno ai 0,16 euro. Non è sicuramente vicino al prezzo d’acquisto iniziale, ma la risalita è stata comunque una buona notizia. L’esperienza mi ha mostrato quanto sia volatile il mercato delle criptovalute, ma anche come un approccio a lungo termine possa offrire occasioni di ripresa. È stata una lezione di resilienza e di pazienza, un costante gioco di attese e oscillazioni, che mi ha insegnato a non prendere decisioni affrettate in un ambiente così mutevole.

Le criptovalute sono influenzate da un insieme di fattori esterni che includono regolamentazioni governative, percezioni degli investitori, e persino l’adozione mainstream di nuove tecnologie. Ogni movimento del mercato è stato per me una lezione, una finestra aperta su un mondo economico alternativo, che va oltre i paradigmi degli investimenti tradizionali. Chiunque abbia mai investito in criptovalute sa che ci sono alti e bassi, e l’importante è imparare a convivere con questa instabilità.
Il cashback che ha fatto la differenza
Uno degli aspetti più interessanti di questo esperimento è stato il programma di cashback di Crypto.com. Nel corso di questi tre anni, grazie agli acquisti fatti utilizzando la carta di Crypto.com, ho accumulato ulteriori 14.486,52 CRO, arrivando a un totale di 22.638,52 CRO. Questo è stato un fattore determinante nel mitigare la perdita di valore dell’investimento iniziale.
Il programma di cashback è stato un po’ come un bonus inaspettato. A ogni acquisto quotidiano, il 2% veniva restituita sotto forma di CRO. Questo mi ha permesso di accumulare molti più token rispetto ai soli 8.152 comprati nel 2021. Se da un lato il valore del CRO è diminuito rispetto al prezzo di acquisto iniziale, dall’altro la quantità totale posseduta è più che raddoppiata, compensando in parte le perdite.
Questa strategia di accumulo continuo, basata sull’uso quotidiano della carta, si è rivelata cruciale. Ogni piccolo acquisto – dal caffè alla spesa settimanale – ha contribuito ad aumentare il mio saldo in CRO, e questo ha mitigato le perdite causate dalla flessione del valore del token. È interessante notare come il cashback, un concetto così semplice, possa trasformarsi in un vero e proprio strumento di investimento. Certo, il valore del cashback è sempre legato alla performance dell’asset, ma nel mio caso ha rappresentato un’importante rete di sicurezza.
Inoltre, il cashback ha reso il mio approccio all’investimento molto più dinamico e coinvolgente. Non si trattava più di aspettare e sperare che il valore di CRO salisse, ma di un processo attivo che mi permetteva di accumulare costantemente nuove risorse. Questo aspetto è stato forse il più gratificante di tutto l’esperimento, e mi ha portato a riflettere su come anche piccole abitudini possano contribuire alla crescita del proprio capitale.
Il confronto tra il MacBook Pro e l’investimento in CRO
Vediamo ora come si posiziona l’investimento rispetto all’alternativa iniziale: l’acquisto di un MacBook Pro. Nel 2021, il modello che mi interessava costava 3.000 euro, e oggi un modello simile ha un prezzo di mercato abbastanza stabile, attorno ai 2.000 euro, a seconda della configurazione. Se avessi acquistato quel computer, oggi avrei un prodotto tecnologico ancora funzionale, sebbene non più di ultima generazione. Quindi i miei 3.000 € investiti nel computer, considerando l’obsolescenza, potrebbero avere al massimo 1.000 € di valore attuale.
D’altra parte, oggi il valore del mio portafoglio di CRO è di circa 3.622 euro, calcolando 22.638,52 CRO al valore attuale di 0,16 euro. In termini strettamente economici, l’investimento in CRO è riuscito a superare il valore del MacBook Pro, ma a che prezzo? La variabilità e l’incertezza sono state enormi, e ci sono stati momenti in cui il valore era drasticamente inferiore.

Se consideriamo anche il valore di utilizzo del MacBook, la situazione si complica ulteriormente. Un computer come quello avrebbe potuto offrirmi benefici tangibili e quotidiani, come efficienza lavorativa e strumenti avanzati per creare e lavorare. Al contrario, l’investimento in CRO non mi ha dato niente di immediatamente utile, ma piuttosto la speranza di un ritorno economico maggiore. È una scommessa tra ciò che è concreto e ciò che è astratto, tra ciò che ha un valore d’uso immediato e ciò che potrebbe avere un valore finanziario a lungo termine.
Tuttavia, il fatto che il valore del mio portafoglio di CRO abbia superato il valore del MacBook mostra che, almeno in termini puramente monetari, questa scelta ha avuto i suoi meriti. Ma è anche un promemoria di quanto sia importante bilanciare rischio e ricompensa. Investire in tecnologia ti offre immediatamente qualcosa che puoi utilizzare e che migliora la tua produttività, mentre investire in criptovalute è come navigare in acque spesso agitate, sperando di arrivare a un porto più ricco.
Un invito a riflettere sui propri investimenti
Investire in criptovalute come il CRO può essere emozionante, ma è anche rischioso. Questo esperimento personale ha evidenziato sia i potenziali benefici sia i rischi insiti in questa scelta. Il programma di cashback è stato sicuramente un elemento positivo che ha permesso di accumulare più token, ma bisogna considerare che non tutti gli investimenti hanno programmi di ricompensa di questo tipo.

Per chi fosse interessato a esplorare questo mondo, Crypto.com offre diversi strumenti per iniziare. Utilizzare un codice referral può essere un buon punto di partenza per ottenere dei vantaggi iniziali. Naturalmente, è importante investire solo ciò che si è disposti a perdere e valutare attentamente il proprio profilo di rischio.
Un altro elemento cruciale è la pazienza. Durante questi tre anni, ci sono stati momenti in cui ho pensato di vendere tutto, di abbandonare l’idea e di ritirare quello che restava del mio investimento. Ma ho resistito, e oggi vedo i frutti di quella scelta. Certo, non ho guadagnato cifre astronomiche, ma ho imparato molto su me stesso e sul mondo delle criptovalute. E credo che questo valga più di qualsiasi profitto.
Conclusione dell’esperimento al terzo anno
Dopo tre anni, posso dire che questo esperimento è stato interessante e formativo. L’investimento in CRO ha mostrato la sua estrema volatilità, ma grazie al cashback sono riuscito a ottenere un valore complessivo superiore rispetto a quello del MacBook Pro.
E ora? Continuo a tenere i miei CRO e a utilizzare la carta di Crypto.com per accumulare ancora più token. L’obiettivo è continuare a osservare l’evoluzione di questo investimento, consapevole che si tratta di un gioco rischioso ma, a volte, anche potenzialmente redditizio. Credo che, alla fine, questo esperimento mi abbia insegnato una lezione importante: non si tratta solo di quanto denaro si può guadagnare, ma anche di quanto si può imparare nel percorso. E questa è una forma di arricchimento che va oltre il semplice valore economico.
Continuerò a seguire questo esperimento, sperando che, col tempo, il valore di CRO possa ancora crescere. Ma sono anche consapevole che potrebbe non accadere mai. Quello che mi interessa è l’esperienza, la sfida, e la possibilità di essere parte di un cambiamento più ampio nel modo in cui pensiamo al denaro e agli investimenti. E in fondo, è proprio questo che rende tutto così affascinante.

Il MacBook Pro è un investimento se lo usi per lavorare e trarne profitto..
Altrimenti è un ben che perde valore.