Overview:
Apple e UE si scontrano su Siri AI e DMA. Mentre Apple accusa il regolamento europeo di bloccare l innovazione, la Commissione risponde che la decisione è solo di Cupertino. Analisi completa con la trascrizione del briefing UE del 9 giugno 2026.
Lo scontro Apple vs EU su Siri AI è il paradosso più clamoroso della settimana: Apple ha appena presentato al WWDC 2026 la Siri più potente di sempre, capace di capire il contesto personale, interagire con le app, riconoscere ciò che hai sullo schermo. Peccato che se vivi in Europa, su iPhone e iPad non la vedrai. Non si sa quando. Forse mai.
Non è la prima volta. Già nel giugno 2024 Apple ritardò Apple Intelligence in Europa, sempre citando il Digital Markets Act (DMA). Stavolta però lo scontro è esploso in pubblico: comunicato ufficiale Apple, interviste a dirigenti Apple, una multa da 500 milioni di euro. E dall’altra parte una Commissione Europea che non ha accettato nessuna delle proposte di Apple.
Due visioni del mondo che si scontrano. E in mezzo, gli utenti europei — che pagano gli stessi prezzi ma ottengono meno funzionalità. Chi ha ragione? La risposta, come sempre, è più complicata di un titolo.

Indice
Cosa è successo — la cronologia
L’8 giugno 2026, Craig Federighi ha annunciato al WWDC 2026 che le funzionalità Siri AI non sarebbero state disponibili su iOS 27 e iPadOS 27 nell’Unione Europea. Il motivo ufficiale? Il Digital Markets Act.
Apple ha dichiarato che l’interpretazione estrema del DMA da parte della Commissione Europea richiederebbe di concedere a qualsiasi assistente virtuale di terze parti un accesso quasi illimitato ai dati dell’utente. Un rischio che Apple non è disposta a correre.
Come riportato da MacRumors, le funzionalità escluse sono sostanziose: l’app dedicata per le conversazioni, la Visual Intelligence estesa, i Writing Tools integrati, la modalità Siri nella fotocamera. E, cosa forse più grave, gli sviluppatori con sede in EU non possono testare né integrare queste funzionalità nelle loro app.
La contraddizione che tutti hanno notato: Siri AI sarà disponibile in Europa su macOS 27, watchOS 27 e visionOS 27. Solo iPhone e iPad restano esclusi.
La posizione di Apple: non possiamo garantire la privacy
La linea difensiva di Apple si basa su tre pilastri. Sicurezza: secondo Apple, l’interpretazione del DMA obbligherebbe a dare a qualsiasi assistente virtuale (non solo Siri) un accesso diretto e quasi illimitato a messaggi, email, foto, file e alla possibilità di eseguire azioni in autonomia (inviare messaggi, fare acquisti, modificare impostazioni).
Trusted System Agent: Apple ha proposto un intermediario sicuro che permettesse ad assistenti terzi di accedere alle stesse funzionalità di Siri AI senza compromettere il controllo dell’utente. La proposta includeva un piano di rollout graduale su 18 mesi. La Commissione l’ha rifiutata.
Il tono si alza: Greg Joswiak, dirigente Apple, ha rilasciato dichiarazioni durissime a BBC News: I burocrati a Bruxelles vogliono toglierci la magia. I regolatori europei, secondo Apple, stanno creando un’esperienza peggiore per i cittadini, minando innovazione e sicurezza.

La posizione dell’UE: le regole valgono per tutti
L’Unione Europea non ha rilasciato un comunicato specifico in risposta all’ultima mossa Apple. Ma i fatti parlano chiaro.
Il DMA (Digital Markets Act) è in vigore dal 2024 e designa Apple come gatekeeper. L’Articolo 6(7) obbliga i gatekeeper a garantire interoperabilità efficace con le funzionalità dei loro sistemi operativi. Se Apple può usare una funzionalità per Siri, deve renderla accessibile anche agli assistenti concorrenti.
Non è una persecuzione: La Commissione sta applicando le stesse regole a Google. A gennaio 2026 ha aperto procedimenti per definire l’interoperabilità tra Android e AI assistenti di terze parti, inclusi hotword detection, contenuto schermo e monitoraggio audio.
Il dato che pesa: Secondo un report della Free Software Foundation Europe dell’aprile 2026, delle 56 richieste di interoperabilità formali presentate ad Apple, nessuna ha portato a una soluzione concreta. Zero su 56.
Secondo la Commissione Europea, Apple invoca la privacy per giustificare scelte che in realtà proteggono il suo monopolio sull’ecosistema. A sostenere questa tesi c’è anche un precedente pesante: nell’aprile 2025 Bruxelles ha inflitto ad Apple una multa da 500 milioni di euro per pratiche anti-competitive sull’App Store. Un segnale che la Commissione è disposta a passare dalle parole ai fatti.
Aggiornamento 9 giugno 2026: Il giorno dopo la pubblicazione di questo articolo, la Commissione Europea ha risposto pubblicamente durante il suo briefing stampa. Il portavoce Thomas Regnier (DG CONNECT) ha dichiarato che la decisione di non lanciare Siri AI nell’UE è di Apple, e solo di Apple, che “niente nel DMA proibisce ad Apple di introdurre nuovi prodotti” e che Apple ha chiesto un’esenzione di 18 mesi invece di proporre soluzioni di interoperabilità conformi. Fonte: Commissione Europea — Audiovisual Service (video I-290903).
I numeri che contano
Lo scontro Apple-UE si può riassumere in cinque numeri: 56 richieste di interoperabilità formali, tutte inevase (dato FSFE); 500 milioni di euro di multa da aprile 2025; 2 anni dal primo ritardo di Apple Intelligence; 3 piattaforme EU (Mac, Watch, Vision Pro) su 5 avranno Siri AI; 2 piattaforme (iPhone e iPad) restano escluse senza data di arrivo.
Le domande aperte
Perché Siri AI arriva su Mac e Watch ma non su iPhone? Questa è la crepa nell’argomentazione Apple. Se il problema è il DMA, perché su macOS 27, watchOS 27 e visionOS 27 le stesse funzionalità saranno disponibili in EU? Il DMA classifica iOS e iPadOS come sistemi operativi core con obblighi più stringenti, ma resta il dubbio: se la soluzione tecnica (Trusted System Agent) è sicura per Mac, perché non lo è per iPhone?
Apple sta facendo politica con la scusa della privacy? Uno schema si ripete: quando l’UE chiede qualcosa ad Apple, l’azienda reagisce ritardando o ritirando servizi interi, per poi usarli come leva negoziale. È successo con Apple Intelligence nel 2024, con AirPods Pro 3 (Live Translation non rilasciata in EU), e ora con Siri AI.
Il DMA è stato scritto prima dell’AI. Come analizzato da Truth on the Market, il DMA è stato concepito nel 2020-2022, quando l’AI generativa non era esplosa. Le norme sull’interoperabilità sono state scritte pensando a browser e servizi di messaggistica — non ad assistenti AI che leggono messaggi e agiscono in autonomia.
Chi ha ragione?
Per rispondere bisogna distinguere due piani diversi.
Sul piano tecnico, Apple ha un punto valido. Il DMA è stato scritto tra il 2020 e il 2022, quando l’AI generativa non esisteva. Pretendere che oggi Apple apra Siri AI a qualsiasi assistente terzo senza garanzie è oggettivamente rischioso. Il Trusted System Agent proposto da Cupertino — un intermediario che filtra le richieste dei concorrenti — non è una scusa: è un tentativo serio di risolvere un problema che il DMA non aveva previsto.
Sul piano politico e strategico, però, l’UE ha tutte le ragioni di essere scettica. Il pattern è ormai chiaro: ogni volta che Bruxelles chiede qualcosa, Apple risponde togliendo servizi agli utenti europei. Lo ha fatto con Apple Intelligence nel 2024, con la traduzione live degli AirPods Pro 3, e ora con Siri AI. L’ultima mossa — bloccare Siri AI su iPhone/iPad ma lasciarlo su Mac e Watch — ha tutto il sapore di una pressione politica, non di una necessità tecnica.
A dare ancora più credito alla posizione UE c’è il dato della FSFE: delle 56 richieste di interoperabilità formali presentate ad Apple, zero hanno trovato una soluzione. Se Apple fosse davvero interessata a collaborare per trovare un compromesso sicuro, avrebbe avuto due anni per dimostrarlo. Non l’ha fatto.
La risposta più onesta sulla vicenda Apple vs EU Siri AI è che la ragione è divisa. Apple ha ragione sul merito tecnico (il DMA non è pronto per l’AI), ma l’UE ha ragione sul metodo (Apple usa la privacy come scudo, non come principio). Forse il vero problema è che il regolatore e l’azienda parlano due lingue diverse — e in mezzo ci rimettiamo noi utenti.
Domande frequenti
Siri AI sarà disponibile in Italia?
u003cpu003eNo, non su iPhone e iPad. Sarà invece disponibile su Mac, Apple Watch e Vision Pro se ti trovi nell’UE. Per avere Siri AI su iPhone o iPad in Italia, bisognerà attendere una soluzione normativa — che al momento non ha tempistiche.u003c/pu003e
Perché Apple non porta Siri AI in EU?
u003cpu003eApple sostiene che il DMA la obbligherebbe a dare a qualsiasi assistente virtuale terzo un accesso illimitato ai dati dell’utente, esponendolo a rischi di sicurezza. L’UE sostiene che l’interoperabilità è necessaria per garantire concorrenza e che Apple non ha collaborato in modo costruttivo.u003c/pu003e
Siri AI sarà gratis?
u003cpu003eSì, tutte le funzionalità Siri AI annunciate sono incluse gratuitamente nei nuovi sistemi operativi. Non serve abbonamento. Ma se vivi in EU, su iPhone e iPad non potrai usarle.u003c/pu003e
Questa situazione riguarda solo Siri AI o anche altre funzionalità?
u003cpu003eIl comunicato Apple è specifico su Siri AI, ma la tensione riguarda tutto Apple Intelligence nell’UE. Già nel 2024 Apple ritardò il lancio di Apple Intelligence in Europa citando il DMA, e funzionalità come Live Translation degli AirPods Pro 3 non sono state rilasciate in EU.u003c/pu003e
Cosa può fare l’utente finale?
u003cpu003ePoco, se non avere pazienza o far sentire la propria opinione. La risoluzione dipende dal dialogo tra Apple e Commissione Europea. Se sei uno sviluppatore, puoi partecipare alle consultazioni pubbliche sul DMA o sostenere organizzazioni come FSFE che difendono l’interoperabilità.u003c/pu003e
Fonti
Le fonti utilizzate per questo approfondimento:
- comunicato ufficiale Apple — 8 giugno 2026
- BBC News — Apple steps up war of words with European regulators
- Free Software Foundation Europe — Aprile 2026: 56 richieste di interoperabilità inevase
- MacRumors — 8 giugno 2026
- Truth on the Market — Aprile 2026
