accessorio HIV iPhone

Un giorno sarà possibile analizzare il proprio sangue quando si appoggia il polpastrello sul Touch ID. Prima di allora ci sono dei passaggi interessanti nell’evoluzione dei sensori. Passaggi che consentono di analizzare e gestire le malattie a budget nettamente inferiori ai precedenti.

Per esempio c’è una macchina che si chiama ELISA, in grado di analizzare la presenza del virus HIV nel sangue. Usando un enzima si rilevano dei valori per poi avere un responso. ELISA costa 18.000 dollari.

Un gruppo di ricercatori presso la Columbia University, invece, è riuscito a costruire un accessorio per iPhone da 34 dollari. L’accessorio è in plastica e si collega al jack per le cuffie. Nell’iPhone si carica un’app per analizzare il sangue, inserito su una scheda, ricevendo il responso in 15 minuti.

Oltre all’HIV, lo stesso esame è in grado anche di rilevare tracce di sifilide. Il sistema è stato testato recentemente in Rwanda. Al momento l’efficacia dei risultati non è totale, ma i ricercatori lavoreranno per migliorare l’algoritmo.

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3 Comments

  1. Sono un po’ scettico sul fatto che un dispositivo da 34 dollari costruito non si sa dove, come e da chi possa dare risultati attendili quanto un apparecchio scientifico testato e certificato (motivo per il quale costa 18.000 dollari).
    Inoltre, questo apparecchio “fai de te”, quanti falsi positivi genera?
    (problema non da poco, dovendo diagnosticare una malattia che può avere esiti fatali)

  2. Per quanto sia sempre molto felice di leggere su questo blog delle varie integrazioni tra salute e tecnologia, i miei due interessi principali sia in ambito professionale che personale, devo dire che la presenza di qualche strafalcione mi fa storcere il naso non poco, anche considerando gli standard di qualità a cui melamorsicata ci aveva abituato nel corso del tempo.
    In questo caso l’errore è alla base: ELISA non è un macchinario, ma un metodo di analisi! Sono poi gli strumenti che vengono utilizzati per realizzare il test ad avere un costo elevato. Ed è appunto qui che entra in gioco il nuovo dongle: permette di effettuare il METODO ELISA con una strumentazione economicamente favorevole(super LOL sul commento precedente che indicava il macchinario ELISA certificato e testato!). In questo caso il metodo utilizzato è quello indiretto, e servirebbe ad identificare la presenza di anticorpi specifici nel sangue delle future madri inmodo da evitare o limitare la trasmissione madre figlio di patologie mortali come HIV e sifilide.
    Il trattamento antiretrovirale avrebbe quindi inzio ben prima della consclusione della gravidanza, così da far nascere un figlio sano da madre malata.
    Sempre LOLlando il precedente commento, il problema in questo caso non sarebbero i falsi positivi, ma i falsi negativi! In presenza dei primi infatti si avrebbe un innocuo trattamento verso pz sani, nel secondo caso invece si avrebbe la temuta trasmissione del virus HIV! Ovviamente, il problema non è solo di natura sanitaria ed umana, ma anche economica! Trattare in via preventiva una madre permetterebbe di far nascere un figlio sano con pochi dollari; trattare a vita un sieropositivo avrebbe una spesa nettamente superiore.
    Tornando sul tema, la specificità del test è in via di miglioramento, e considerando che tra i finanziatori c’è anche lo zio Bill è probabile che la ricerca potrà contare su aiuti economici tali da poter essere sviluppata e migliorata in tempi piuttosto brevi.

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