Ricordate la causa attivata da Microsoft contro Apple per toglierle la proprietà sul marchio App Store? L’avanzamento delle procedure legali sta prendendo una piega piuttosto ironica. Apple, infatti, ha presentato tutta la documentazione per spiegare al Giudice la sua posizione.
Nel farlo ha presentato un fascicolo di 31 pagine che comprende anche degli schemi, dei dati sulla proprietà e la sua motivazione nel rigettare l’accusa. Microsoft, però, ha impugnato la risposta di Cupertino perchè scritta troppo piccola. Secondo Redmond il carattere usato per scrivere i documenti è meno di 11 punti e, inoltre, le pagine massime devono essere 25 e non 31.
Impugnare questo difetto di forma, ma non di sostanza, mostra chiaramente le scarsissime prove possedute dagli avvocati di Microsoft.
[via Geekwire]
Anche se Steve Jobs è malato, si alza la puntigliosità tra Apple e Microsoft. Un livello che ricorda i tempi d’oro, quando a Redmond sapevano solo copiare i prodotti di Apple e a Cupertino sapevano sottolinearlo ad ogni occasione.
Qualche settimana fa Microsoft ha chiesto all’ufficio brevetti di eliminare la proprietà intellettuale sul nome App Store, usato da Apple per indicare il suo negozio di applicazioni per iOS, perchè sarebbe un nome troppo generico per un negozio di applicazioni.
Di tutta risposta Apple ha dato la interpretazione della realtà: “Dopo aver affrontato una sfida decennale sul nome generico Windows usato come marchio, Microsoft dovrebbe sapere bene che l’attenzione nel valutare la genericità è nel marchio così come nel complesso, richiede di fatto il riferimento primario associato al termine dalla maggior parte del pubblico“.
In altre parole se App Store sarebbe generico, figuriamoci Windows, che significa Finestre, usato per decenni da Microsoft per indicare il suo sistema operativo.
[via Appleinsider]
Qualcuno l’ha chiamato Microkia, come una sorta di brutto mostro mitologico. L’accordo tra Nokia e Microsoft, impensabile fino a qualche anno fa, ha fatto discutere molto. Microsoft installerà il suo sistema operativo mobile, Windows Phone 7, nei dispositivi di Nokia, ma in cambio di cosa?
Mentre per gli altri accordi di solito i produttori pagano gli sviluppatori dell’OS per sfruttarne le licenze, in questo caso assistiamo all’inverso. Sarà Microsoft ad investire miliardi di dollari in Nokia in cambio della diffusione in massa del suo OS. L’obiettivo di Redmond è diffondere il suo sistema il più possibile per poi trarne i frutti tra qualche anno. Una sorta di tentativo di bissare la diffusione di Windows nei PC per poi stringere accordi e vendere a caro prezzo le sue licenze. Nokia, invece, ne ricava miliardi di dollari per rinnovare la sua gamma di cellulari e lo sfruttamento dei brevetti di Redmond.
Questo è solo uno dei lati oscuri di Microkia. La stampa ha anche scoperto che Stephen Elop, CEO di Nokia ed ex dipendente di Microsoft, possiede 174.000 azioni della società di Windows ma neanche una di Nokia, nonostante abbia stock option necessarie per comprare almeno 500.000 azioni. Qualcuno ipotizza anche un’indagine della SEC per valutare un possibile caso di inside trading.
[via monstersandcritics]
L’accordo tra Nokia e Microsoft di qualche giorno fa potrebbe portare ad Apple elementi positivi. Oltre a una concorrenza probabilmente debole, considerando che molti clienti fedeli di Nokia si sono dichiarati insoddisfatti della scelta di abbracciare WP7 e rimediare comprando dispositivi della concorrenza, l’accordo potrebbe risolvere anche la spinosa guerra dei brevetti.
Ora che Nokia ha accordi con Microsoft potrebbe usare molti brevetti di Redmond rinunciando all’uso di quelli di Apple. Nokia, infatti, ha attivato le guerre legali contro Apple per ottenere l’uso del brevetto del multitouch. Microsoft ha qualcosa di simile nel suo portafoglio brevetti, quindi Nokia potrebbe decidere di non sprecare più risorse per gli avvocati.
Anche Apple potrebbe mitigare le lotte per evitare reazioni con Redmond che, come saprete, collabora con Apple con il MacBU, l’unità di sviluppo di software per Mac come l’Office.
[via fosspatents]
La scuola Thomas Elementary School dell’Arizona (USA) ha deciso di comprare 30 iPad per permettere agli studenti di apprendere interagendo con la rete. Ogni studente avrà 40 minuti a settimana per usare un tablet ed effettuare ricerche, sfruttare i software educativi, scaricare foto e molto altro.
Tutto molto bello, ma la cosa curiosa è che quegli iPad sono stati comprati da Microsoft. Il distretto, qualche anno fa, attivò una class action contro Microsoft che terminò con un risarcimento in denaro. Il distretto poi ha deciso di utilizzare quel denaro per comprare i tablet di Apple.
Quindi, in via indiretta, del denaro di Microsoft è stato utilizzato per comprare prodotti di Apple. Un modo intelligente di spendere il denaro di Redmond.
[via azdailysun]
Microsoft sta cambiando. Dopo il jailbreak promosso per Windows Phone 7, ora a Redmond guardano con simpativa il Mac App Store. Attenzione, non per copiarlo come avrebbero fatto un tempo, ma per valutare di vendere i loro software per Mac.
Se così fosse Microsoft dovrebbe rinunciare al 30% degli incassi a favore di Apple. Certo si avrebbe la sicurezza di evitare una fetta della pirateria. La suite che dovrebbe giungere per prima sarà Office. Ma al momento nulla di confermato.
[via allthingsd]
Mentre Apple fa fuoco e fiamme contro la pratica del jailbreak, prendendosela anche con il sottoscritto, Microsoft va in tutt’altra direzione. Redmond ha deciso che la pratica dello sblocco per Windows Phone 7 sia da premiare perchè immette nuove idee nel sistema e aiuta la società a sviluppare versioni future dell’OS.
Gli smanettoni che effettuano il jailbreak, infatti, non fanno altro che aggiungere funzioni non ufficiali. Sono funzioni che buona parte degli utenti vorrebbero nel dispositivo ma che, ufficialmente, non sono previste. In realtà si sospetta che Apple abbia usato le tendenze nel settore jailbreak per aggiungere periodicamente funzioni al suo iOS, anche se non lo ammetterà neanche sotto tortura.
Fatto sta che Microsoft ha invitato gli smanettoni nel suo campus per uno scambio di idee regalando loro anche una t-shirt commemorativa, mentre Apple continua a sputare fuoco. Questa volta brava Redmond e cattiva Cupertino.
[via wired]
Commenti recenti