Come Apple risolve il problema dell’avviabilita’ di ZFS

Pubblichiamo volentieri il contributo dello sviluppatore e utente del forum di Italiamac.it Jackoverfull, in cui si spiega come Apple riesce a risolvere i problemi della tecnologia ZFS per l file system.

Preambolo

Come i più informati ormai sapranno bene, nella ultima Developer Preview di Leopard ha fatto timidamente la sua comparsa un nuovo file system: lo ZFS.

Questo file system, originalmente sviluppato da Sun, offrirà numerosi vantaggi rispetto al “vecchio” HFS+ ma ha tutt’ora un problema, problema che ne impedisce peraltro l’utilizzo serio in Linux: non è avviabile direttamente.

Apple, secondo alcuni, avrebbe risolto aggiornando il firmware di alcuni Mac, magari lasciando quelli più vecchi nella impossibilità di utilizzare tale fs come disco principale, ma, in effetti, sembrava strana come cosa…

Il caso Leopard

Qualche settimana fa, in occasione dell’uscita di tale Developer Preview, l’ho istallata sul mio iBook. Tutto ok, funzionava. Il giorno dopo, al MacRaduno, ho tentato di avviarla, niente, si bloccava all’avvio. Mistero…

L’ho reinstallata, niente, continuava a bloccarsi…

Così ho temporaneamente sospeso i test, temendo che tale dp mi avesse “corrotto” l’hard disk, ripromettendomi di ritentare con la successiva, che dovrebbe arrivare il 9…

Ieri sera ero su Linux e ho collegato l’hd esterno. Quello che ho trovato è quantomeno interessante: l’installer di Leopard mi aveva creato una partizione HFS+, di tipo “Apple_Boot” (ovvero un modo come un altro per non farla visualizzare dal Finder… ), con nome “Boot OSX” e con su un sistema minimo (il kernel, il bootloader, un file per passare al kernel la reale partizione di boot e poco più ).

La deduzione

Ho cancellato tali file e ho reinstallato Leopard, senza lasciargli riformattare. Tutto ok, funziona di nuovo. Il tipo di partizione è stata rinominata in un generico “Apple_Free” ed essa non è più stata toccata dall’installer…

Solo stamattina ho capito veramente il senso di ciò che è accaduto: in futuro, per avviare ZFS, Apple utilizzerà una tecnica già molto usata in ambito Linux (sui pc) e che ha già una volta utilizzato in passato (per permettere alla bios del prototipo di Mac-Intel di avviare Os X): la classica partizione di boot. Tutto qui. Il che significa, inoltre, che ZFS dovrebbe essere avviabile anche sui “vecchi” PPC e che non sarà necessario nessun aggiornamento firmware per farlo.

Tra i vantaggi di questa tecnologia ci saranno:

  1. velocità portentosa in Time Machine, senza bisogno di disco di backup
  2. fine (o quasi) dei problemi di corruzione all’HD
  3. semplicità assoluta nel partizionare i dischi (più avanti, però… )”.