La leggenda metropolitana di Apple che assegna falsi progetti per scovare le spie

Campus Spaceship 2

Qualche tempo fa uscì un libro che si chiama Inside Apple scritto da Adam Lashinsky, uno dei giornalisti di Fortune. Il libro tenta di spiegare com’è l’ambiente lavorativo all’interno di Apple e lo fa raccontando alcuni aneddoti. Uno di questi dichiara che la società affida ad alcuni nuovi ingegneri dei falsi progetti per verificare se questi siano fedeli. Se raccontano in giro a cosa stanno lavorando, vengono messi alla porta. Ma è una pratica vera?

Jacqui Cheng, blogger di ArsTechnica, ha effettuato un po’ di indagini chiedendo informazioni ad alcuni dei suoi amici che lavorano per la società. La pratica di affidare di falsi progetti, in realtà, è solo una bufala. In fondo è tutto logico: la società non sprecherebbe mai risorse e personale dietro dei progetti che non portano da nessuna parte.

E allora perché Lashinsky ha scritto quelle cose? L’ipotesi più valida porta a pensare che l’autore abbia raccolto alcune voci di corridoio nate da alcuni malintesi. In pratica Apple lavora a vari progetti contemporaneamente e non tutti si trasformano in prodotti commerciali. Quindi capita che alcuni di questi vengano accantonati. Questa pratica di scegliere tra i progetti quello migliore può aver portato a pensare che la società affidasse agli ingegneri dei falsi progetti.

Possiamo considerare, ora, che questa pratica è completamente falsa archiviandola all’interno del libro delle leggende metropolitane.

[via arstechnica]

  • Gino

    “Jacqui Cheng, blogger di ArsTechnica, ha effettuato un po’ di indagini chiedendo informazioni ad alcuni dei suoi amici che lavorano per la società.”
    e tale Jacqui Cheng avrebbe la pretesa che confidino a lui la presenza di progetti importanti che metterebbero a rischio la reputazione degli stessi ingegneri?
    certo che ci vuole una bella faccia tosta!
    quindi è più facile diffamare Lashinsky piuttosto che ammettere di essere un emerito cogliXXe.

    “la società non sprecherebbe mai risorse e personale dietro dei progetti che non portano da nessuna parte”
    ma la società di cui si parla non è quella molto quotata in borsa…i cui utili superano il pil di… che investe nella ricerca…
    pratiche di anti e contro spionaggio (ancorchè lecite) dovrebbero essere accettate proprio perché a tutela della proprietà intellettuale.

    • Ma Jacqui Cheng mica chiede ai loro amici se lavorano a progetti segreti. Chiede semplicemente se si sono trovati o hanno sentito loro colleghi trovarsi a lavorare a progetti che poi si sono rivelati inventati.

      Per le risorse Apple è famosa per il suo odio per gli sprechi. Tirchia com’è figuriamoci se sperpera milioni di dollari per sapere se qualcuno è fedele. Se non lo è lo licenzia in tronco semplicemente.

      • Gino

        “Ma Jacqui Cheng mica chiede…”
        dalle mie parti si dice: e che devi dire, che sei caduto?

        “Per le risorse Apple è famosa per il suo odio per gli sprechi”
        non credo consideri ‘spreco’ la tutela della proprietà intellettuale. visto anche l’accanimento giudiziario con cui la difende

        “Se non lo è lo licenzia in tronco semplicemente.”
        intanto però il danno è stato fatto. risparmierebbe lo stipendio dell’infedele, ma i mancati introiti potrebbero essere molti di più.