AppGratis aveva 45 dipendenti, ora la mannaia di Apple fa paura

AppGratis

Molte volte dietro lo sviluppo di un’applicazione c’è uno sviluppatore singolo che cerca di racimolare del denaro. Altre volte, però, ci sono società che assumono persone ed effettuano investimenti. Sono aziende che danno molta fiducia all’App Store e sperano di avere successo.

È il caso di AppGratis di cui abbiamo parlato qualche giorno fa. L’applicazione è stata eliminata all’interno del negozio di Apple per aver infranto alcune regole. Con 12 milioni di utenti in giro per il mondo che attendevano ogni giorno la promozione, che consisteva nello scaricare un’applicazione gratis nell’arco di 24 ore, ora l’azienda potrebbe dissolversi.

Dalla sua costituzione ha dato lavoro a 45 persone e una decina di ingegneri che lavoravano quotidianamente per migliorare l’applicazione di offrire un buon servizio. Tanto da attirare un investimento da 13,5 milioni di dollari da Iris Capital, una società dell’operatore Orange.

Il futuro di AppGratis è in forse. L’amministratore delegato, Simon Dawlat, è ancora in fase di choc per aver visto in pochi minuti sparire un lavoro iniziato nel 2008. Le trattative con Apple tenteranno di far approvare di nuovo l’app con le relative modifiche.

Resta da comprendere quale sarà la fiducia degli sviluppatori a seguito di quest’episodio. Chi investirà denaro in un circuito che potrebbe eliminare investimenti in pochi minuti. Il regolamento dell’App Store è da studiare attentamente prima di ogni mossa. La sua interpretazione successiva all’approvazione delle applicazioni, però, è una delle cose che bisognerebbe eliminare.

Gli sviluppatori dovrebbero essere avvisati per tempo dei motivi di ban ed essere invitati ad applicare le modifiche. Cose che Apple al momento reputa di poco conto.

[via appgratis]

  • No, gli sviluppatori avrebbero bisogno di un canale diretto con Apple e non pregare (come fa il tizio) che qualcuno di Apple li chiami, neanche fossero delle bestie.
    E’ indecente tutto qua.

    • Ubik

      Sono pienamente d’accordo. Tra l’altro se mi approvi l’app e io non la modifico, non puoi di punto in bianco cambiare idea e senza preavviso eliminarla. È scorretto e nazista. Ed è mancanza di serietà e professionalità.

      • 1233456

        ma pensare che quelli di app gratis stessero realmente andando contro il contratto e stessero facendo soldi facili no?
        perche’ sono in 40 contro una multinazionale e qualcuno in passato gli ha dato il via libera poi uno stop dopo un controllo successivo e piu’ approfondito non possono essere ritenuti colpevoli di infrangere il contratto d’uso?

        e di nuovo con il nazista, ma lasciate perdere, evitate, rispettate chi e’ morto per colpa del nazismo questa e’ tutta un’altra storia.

  • Premetto che sono d’accordo nel definire il comportamento di Apple quantomeno irrispettoso in quanto non tiene minimamente conto dello sviluppatore dei suoi investimenti e del suo ecosistema.
    Il regolamento, però, a cui uno sviluppatore si sottopone parla chiaro, poco da dire, e sia chi sviluppa che chi investe lo DEVE leggere attentamente prima di provare a far passare un’applicazione borderline come è AppGratis (di cui sono utente) e sapere cosa rischia.
    Il problema sarebbe stato differente se Apple avesse rimosso un’applicazione pienamente rispondente ai requisiti dello Store (AroundMe ad esempio), allora si che gli sviluppatori dovrebbero preoccuparsi.
    Per il resto, nel bene o nel male, ci sono altre scelte possibili con sistemi più o meno regolamentati, se gli utenti ritengono che la cancellazione di AppGratis e simili giustifichi il passaggio ad altri sistemi allora Apple riceverà ciò che merita. In caso contrario si vede che alla fin fine aveva ragione.
    Apparentemente il contatto con Apple è assente, ma in realtà è essenziale (ovvero ridotto alla sua essenza). Mi è capitato di parlare con addetti ai lavori a Londra ed in Irlanda, in italiano, e senza difficoltà alcuna.
    Chiarire punti di vista ed esprimere richieste con risposte sufficientemente chiare, che possono non essermi necessariamente piaciute, ma chiare.
    Infine un’ultima cosa, AppGratis si avvaleva anche di email ed altri mezzi di comunicazione (non solo le push notifications) e convertirla in una WebApp è meno faticoso di quel che possiate immaginare. Certo nella sua forma di App era decisamente più comoda, ma questo non significa che il progetto non possa proseguire.

    • ubik

      Se leggi le dichiarazioni del CEO di Appgratis, ti accorgerai che anche lui/loro avevano dei rapporti buonissimi con alcuni interlocutori di Apple, referenti che li hanno accompagnati nella diverse fasi di sviluppo e di approvazione dell’app. Dopodichè all’improvviso, è arrivato un nuovo interlocutore e ha segato loro l’app. senza spiegazioni e senza preavviso. Il punto è: se mi approvi l’app e io non la modifico, non puoi poi eliminarla senza motivo. Se con mesi di ritardo (assurdo) ti rendi conto che la mia app viola alcune regole, mi scrivi, mi dici cosa cambiare e si instaura un dialogo. Ricordiamoci che non solo gli sviluppatori guadagnano da Apple, ma anche Apple guadagna dagli sviluppatori.

      • In tutte le aziende, non solo Apple, quando cambia un referente accade che la prima cosa che faccia è verificare il lavoro svolto fino a quel momento dal suo predecessore e nel caso correggere gli errori commessi da quest’ultimo ed imprimere una nuova politica (o una politica più vicina al pensiero dell’azienda). In questo caso ha anche dato le spiegazioni indicando quali paragrafi del contratto siano stati violati.
        Mi sento di dirti che su AppGratis Apple non percepiva alcun guadagno, lo percepiva l’azienda di AppGratis sia dallo sviluppatore (a cui chiedeva un certo importo in base al numero di applicazioni scaricate in quella precisa data) che da TradeDoubler che era il link attraverso cui passava l’applicazione quando si chiedeva il download (sfruttando il programma iTunes di Apple). Il risultato era che AppGratis percepiva due introiti mentre Apple ne perdeva almeno uno (in quanto l’applicazione aveva migliaia di download a prezzo gratis o comunque più basso) se non due (in quanto lo sviluppatore non sfruttava canali come iAd per pubblicizzare la propria applicazione) o tre in quanto le classifiche falsate finivano con il buttare fuori prodotti più remunerativi o addirittura quattro perché sfruttando il programma iTunes di Apple per TradeDoubler addirittura era Apple stessa a pagare per i download delle applicazioni tramite il click su AppGratis stesso.
        Come già scritto gli sviluppatori prima di sottoscrivere il contratto con Apple DEVONO leggerlo, perché ciò che ha fatto Apple era ampiamente nelle clausole del contratto accettato dallo sviluppatore e quest’ultimo pur avendo presentato un’applicazione borderline non si è mai occupato di cercare di rientrare il più possibile nei termini del contratto stesso.
        E siccome hanno dichiarato di avere 10(!) ingegneri a lavoro sull’applicazione per migliorarne costantemente il contenuto (tra l’altro l’applicazione non veniva aggiornata da un pò anzi è stata sostituita interamente due volte in passato e sinceramente non riesco ad immaginare una squadra di 10 persone intente a sviluppare il lato client e/o server per un’applicazione del genere) sono loro essenzialmente ad essere colpevoli di aver preso sottogamba il contratto sottoscritto con Apple stessa.