Tim Cook non se ne andrà e vi dico il perchè

Tim Cook Foxconn

Alcune settimane fa sono circolati negli articoli riguardanti un possibile licenziamento di Tim Cook da Apple. Sono da abbastanza tempo in questo settore per comprendere che questo tipo di articoli può finire tranquillamente all’interno della scatola con l’etichetta “fuffa”.

Una mentalità che ho notato molto in Italia è quella della carica istituzionale data come premio. Molte persone, infatti, vorrebbero come ministri dei personaggi famosi. Negli ultimi mesi ci sono state addirittura delle raccolte firma per proporre delle persone: cantanti, scrittori, opinionisti, attivisti e così via.

Sono contro questo tipo di proposte. Per me ognuno deve fare il suo mestiere, così come non ha senso andare dal macellaio se si ha bisogno della dichiarazione dei redditi. Questo per dire che trovo completamente fuori luogo le proposte nate a seguito dell’indiscrezione su Tim Cook. Molte persone, infatti, hanno commentato che Jonathan Ive può diventare l’erede di Steve Jobs e guidare la società.

Con tutto il rispetto e l’ammirazione che nutro per Ive, ma stiamo parlando di un esperto di design e progettazione, non di un amministratore. Per guidare un’azienda ci vogliono studi approfonditi di economia. A volte capita, ringraziando Dio, di trovare delle persone ricche di talento come lo fu Steve Jobs. Lui l’esperienza nel settore economico la sviluppò sul campo sin da ragazzino e non dimentichiamo, effettuando un passo nel passato, che Jobs fu anche licenziato perché ritenuto non capace di governare un’azienda. E stiamo parlando di Steve Jobs non di uno qualsiasi.

Jonathan Ive è sicuramente uno dei massimi esperti di design, ma non potrebbe mai amministrare un’azienda e molto probabilmente non ha nessuna intenzione di farlo. Alla guida di un’azienda così grande c’è bisogno di persone con un’enorme competenza nell’ambito economico e amministrativo.

Tralasciando tutto questo, sono convinto che Tim Cook non sarà sostituito. Basti pensare  a due mosse strategiche applicate di recente. Il CEO di un’azienda è come il capitano di una nave: passa la maggior parte del tempo a controllare la rotta e, nel caso in cui ci fosse una tempesta in arrivo, deve attuare le modifiche per evitare le cattive acque.

Cook sa benissimo guidare la nave di Apple. Basti pensare a due scelte coraggiose applicate di recente. La prima è stata la sostituzione di tutto il team di iOS dando la guida dei sistemi operativi a Federighi, affidando lo sviluppo dell’interfaccia ad Ive e ponendo Mansfield alla guida dell’innovazione dell’hardware.

La seconda correzione coraggiosa è stata quella di adulare gli investitori portando i dividendi da distribuire entro il 2015 a 100 miliardi di dollari. Una scelta molto importante perché spinge gli investitori a mantenere le azioni in vista dei dividendi, accrescendo il valore in Borsa del titolo che, infatti, nelle ultime settimane è cresciuto del 15%.

Sono tutte scelte che un esperto in un altro settore non avrebbe mai fatto e, probabilmente, altri amministratori delegati non avrebbero avuto il coraggio di fare. Sono convinto che Tim Cook sia la persona giusta nel posto giusto. Quello che noi manca è lo spirito visionario che ci dà la forza nel vedere lo sviluppo di prodotti innovativi. Ma questo è un altro discorso e probabilmente ne parleremo in futuro.

  • Pietro

    Guidare e remare, questo fa un team e Cook come Jobs fa entrambi, come fa ogni singola persona ad Apple. Un team non il singolo.

    • Gino

      senza un leader?
      MAPPERFAVORE…

      anche io ho sempre pensato che se ive diventasse ceo sarebbe la morte per apple.
      ive per me resta solo un gelataio.