Statista: il modello freemium funziona più di quello a pagamento per le app

modello freemium app

Nel 2009 Apple introdusse il sistema In App Purchase[1] che consentiva di acquistare dei potenziamenti delle applicazioni, sbloccare delle funzioni, comprare dei crediti e così via direttamente nelle app. Precedentemente, visto che non aveva previsto l’uso delle versioni demo delle app, aveva promosso le versioni Lite: applicazioni ad hoc limitate in alcune parti con la richiesta di comprare le versioni complete.

Le versioni Lite, però, non hanno avuto molto successo. Il vero sistema funzionate e adottato è il sistema In App che permette di usare il meccanismo freemium: si scarica l’applicazione gratuitamente e poi si decide di comprare le funzioni o gli abbonamenti dall’interno. Un sistema che sta avendo successo.

Google Play, il negozio di Google, lo utilizza molto profiquamente. Secondo i dati raccolti dal sito Statista, infatti, il 96% delle applicazioni nella top 100 di Google sono gratuite, contro il 77% di quelle per iPhone e il 69% di quelle per l’iPad. Molte società hanno adottato il sistema del freemium, soprattutto nel settore dei videogame, dando la possibilità di giocare dei livelli e sbloccarne altri pagando una piccola quota.


  1. conosciuto comunemente come In-App  ↩