Ritorno alle origini, dal verbo alla scrittura

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La maggior parte delle persone coltiva un hobby per sfogare lo stress quotidiano. C’è chi si dedica al giardinaggio, chi alle collezioni, chi alla pittura e così via. Avere un hobby é un’ottima cosa e di sicuro aiuta a sfogarsi dallo stress generato dai piccoli problemi di ogni giorno. Il mio hobby è scrivere. Mi piace farlo e fortunatamente è diventato anche il mio lavoro. È un’attività che richiede molta passione, in quanto credo che per ogni parola scritta bisogna leggerne almeno dieci. Il processo di apprendimento delle notizie, degli approfondimenti, dell’attualità è fondamentale e bisogna curarlo ogni giorno, senza sosta.

È importante anche il processo di pulizia del testo. Scrivere molto è un buon esercizio per trattare gli argomenti, ma eliminare il testo superfluo è un’operazione difficile e delicata. Bisogna fare attenzione a non eliminare passaggi importanti e inserire quelli giusti. Il testo deve diventare scorrevole, liquido. Deve portare dalla lettura della prima lettera all’ultima senza intoppi. È come livellare un pezzo di legno e poi lanciare una biglia per vederla passare da una parte all’altra.

Vi dico questo perché negli ultimi 6 mesi ho effettuato una sperimentazione: dettare i mie articoli all’editor di testo per evitare di scrivere. Questo processo fa risparmiare tempo come si dice? Per mezzo anno ho scritto centinaia di articoli, addestrando l’applicazione Dragon Dictate per trasformarla in una segretaria diligente. Il risultato è stato un calo della fatica nella scrittura, ma si è perso parte del resto. La valvola di sfogo della scrittura non ha funzionato bene. Gli errori di dettatura hanno portato a degli ostacoli nella lettura e il processo di livellamento, che prima veniva fatto nel corso della scrittura, si è un po’ inceppato.

Tutte le operazioni di ottimizzazione sono state svolte dopo la dettatura e non durante. Sembra un passaggio superfluo, ma in realtà mentre si scrive si attiva un processo di formulazione delle frasi che spinge ad un risultato diverso dall’idea iniziale. Inoltre il processo di ottimizzazione ha vanificato di fatto il vantaggio accumulato durante la dettatura.

In pratica la dettatura sembra una buona soluzione in determinate occasioni, come la scrittura di lettere o la scrittura di commenti. Nel caso in cui fosse richiesto un processo creativo, per mia esperienza, credo che il rumore della tastiera sia un sottofondo con cui sviluppare un rapporto di affetto. Tornando a pigiare i tasti ho ritrovato un senso di armonia con la scrittura di cui ho sentito la mancanza. In fondo, se ci pensiamo, se facciamo qualcosa che ci piace fare la stanchezza passa in secondo piano. Mi auguro che anche voi, come me, troviate nel vostro hobby il piacere di ritrovare il calore di una passione.

  • Osvaldo Luci

    complimenti per l’articolo. mi hai letto nel pensiero per quanto riguarda gli hobby. Per lo scrivere mi piacerebbe ma amo leggere e scrivo perché devo scaricare quello che la mente immagazzina, sia articoli che racconti.

    • Fai benissimo 😉

  • Sono fotografo, e quello che scrivi per il tuo hobby vale anche per il mio. A volte mi capita di girare per strada senza meta con la macchina impostata ad un diaframma medio, tempo automatico, iso automatico, autofocus… Però il vero senso di pace lo trovo quando arriva la luce giusta e allora apro il cavalletto, delicatamente, scelgo l’obiettivo, imposto ogni singolo parametro della macchina fotografica, metto a fuoco e scatto…