Ive: sarebbe facile per noi costruire un telefono con i numeri, ma vogliamo le sensazioni

Craig Federighi e Jonathan Ive

E’ considerato il mago del castello di Apple. Colui che crea le ricette che poi piaceranno a milioni di persone. Jonathan Ive lavora nella società dal 1992 e ha lavorato per anni a stretto contatto con Steve Jobs, assumendone la filosofia e trasportando il testimone tenendo viva la fiamma della passione di un tempo.

Craig Federighi, invece, fu assunto in NeXT e nel 1996 entrò in Apple dopo l’acquisizione della società. Nel 1999 andò via per tornare nel 2009. Oggi è vice presidente del settore software. Appare brillante, energico ed affabile. Molti vedono in lui il man show di Apple.

I due manager hanno risposto alle domande del giornalista di USA Today parlando essenzialmente della filosofia di Apple.

Sarebbe molto semplice per noi parlare delle caratteristiche di un prodotto, cose che puoi misurare con i numeri. Agire sul prezzo, sulla grandezza dello schermo, è facilissimo. Ma c’è una strada più difficile e serve a creare prodotti migliori, cose per cui probabilmente non c’è un metro di misura per comprenderli.

Dice Jonathan Ive parlando dei motivi per cui Apple non riempie gli iPhone di hardware e non abbassa i prezzi come fa la concorrenza.

Tutto questo è fondamentale ed è l’anima di cui siamo fatti. Ci prendiamo cura nel creare qualcosa che modifica come ci sentiamo dentro, perché pensiamo sia la cosa giusta da fare.

Craig Federighi, che maneggia un iPhone 5S, avvalora le parole di Ive.

Osserviamo il settore fotografico. Le società stanno aumentando i megapixel ma le foto restano qualitativamente ferme perché hanno dei sensori piccoli. La mia famiglia vuole scattare foto migliori, non contare quanti megapixel ci sono dentro.

Con fare spirituale, parlando piano come nei video ufficiali di Apple, Jonathan Ive racconta di come sono arrivati al sensore Touch ID che permette di sbloccare l’iPhone con il polpastrello.

E’ l’esempio palese di cosa amiamo fare in Apple. E’ una tecnologia sofisticata e incredibilmente avanzata che quasi non la noti, vola via. Non puoi arrivare a qualcosa del genere senza analizzare tutte le sue funzionalità.

Federighi materializza le parole di Ive con un esempio.

Sai, potevamo usare un sistema con un grande messaggio “Scansione in corso…” poi mettere qualche rumore come “buzz-buzz-buzz” e far apparire “Autenticato”, poi un’animazione di apertura di 10 secondi. Abbiamo creato qualcosa che c’è ma scompare. E’ un processo che ci dice che abbiamo fatto un buon lavoro.

I due sembrano portare avanti la filosofia di Apple rappresentata, fino a qualche anno fa, da Steve Jobs.

Siamo qui da molti anni e abbiamo sempre lavorato insieme. Non è cambiato nulla a tal proposito. Proviamo a risolvere i problemi per realizzare i prodotti del futuro ed è una fase molto complessa, con nessun riferimento di soluzioni viste in passato.

E termina con una frase che esprime con un sorriso.

Vorrei tanto, tanto, tanto mostrarvi a cosa sto lavorando adesso, ma penso che perderei il lavoro.

iWatch? Tv? Tutte cose che scopriremo nei prossimi mesi.