Lingotti d_oro

Nonostante il piano di distribuzione dei dividendi e la crescita del piano di riacquisto delle azioni, Apple continua a vedere una crescita delle sue riserve. La società è ricchissima, ha titoli a breve e lungo termine per 159 miliardi di dollari che può utilizzare quando vuole per gli investimenti. La maggior parte di questo denaro, però, è all’estero.

Circa 140 miliardi sono nelle banche dei rispettivi paesi dove il denaro è stato prodotto. La società può portarlo nei conti delle sue banche americane ed investirlo negli Stati Uniti. Il problema è che sul denaro rimpatriato si applica una tassa del 35%.

La società ha chiesto varie volte di abbassare quella tassa, in modo da poter potare parte del denaro negli USA e investirlo per nuovi centri e fabbriche. La richiesta è stata ccolta. Anche se la proposta era di una tassazione del 6,5%, nel discorso ieri di Obama è stata avanzata l’ipotesi del 14%.

Oltre a questo, il presidente degli Stati Uniti ha proposto di abbassare la tassazione per le imprese americane dal 35% al 28%, con un ulteriore taglio al 25% per le società che producono beni negli USA.

Quindi ora la parola passa a Tim Cook. Sarà disposto a cedere il 14% delle riserve pur di riportarle nella sede centrale?

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