Le lobby degli operatori incastrano la UE: la fine del roaming si sposta al 2018

bandiera europeaUna volta Einstein disse “preferisco essere ottimista e avere torto, piuttosto che essere pessimista ed avere ragione”. L’ottimismo sulla fine del roaming in Europa era sul volto di tutti, ma a quanto pare avevamo torto. Ma facciamo un breve riassunto.

Dopo varie fasi la UE decise di eliminare il roaming tra gli operatori per i cittadini europei, un po’ come avviene negli Stati Uniti dove non esistono costi aggiuntivi se si usa il telefono in un’altra nazione.

Dopo vari passaggi si decise per dicembre del 2015. Mancava solo l’approvazione del nuovo Parlamento votato di recente. Ma qui, concedetemi un pizzico di dietrologia, le lobby degli operatori sono riuscite a cambiare le carte in tavola (con il finanziamento delle campagne elettorali europee?).

Durante la presidenza italiana si decise di rimandare dal 2015 alla metà del 2016. Ora diversi Stati (tranne Italia, Regno Unito, Spagna e Germania), hanno deciso di rimandare al 2018. Qui non si sa se slitterà ancora al 2020 o a mai più.

Si sta pensando anche di attivare un periodo di transizione tra la fine del roaming e le tariffe attuali. Si potrebbero far usare le tariffe del proprio piano, con una commissione di 5 centesimi al giorno quando si superano 5 minuti di telefonate, 5 SMS e 5 MB di traffico dati.

Staremo a vedere. Per ora siamo europei ma non per la telefonia.

One Comment

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