Sono passati 4 anni dalla morte di Steve Jobs

Steve Jobs Wired

Caro Steve,

sono passati ormai 4 anni dalla tua decisione di effettuare l’upgrade del tuo corpo. Da una versione un po’ malridotta, colpita da una brutta malattia che ha compromesso tutto il sistema, ad un nuovo incredibile prodotto. Questa volta senza addirittura l’hardware. Una macchina perfetta fatta di solo software.

Forse ti sei caricato lì su, nel cloud, insieme al sistema operativo per eccellenza. Probabilmente la tua integrazione ha permesso a tutto il sistema Paradiso di essere ancora più interessante e sono sicuro che molto più in basso, dove ci sono persone lontane dalla filosofia di minimalismo e fratellanza, ci sia qualcuno che prova a copiarti.

Ma intanto noi restiamo qua, nel mondo che tu follemente hai provato a cambiare e che, in realtà, hai cambiato veramente, come citava una vecchia pubblicità. Il tuo iPhone è lo smartphone più venduto di sempre. La tua Apple ha superato quel 10% di mercato che ti eri prefissato nella telefonia. Pensa hanno anche costruito un computer senza ventole, come lo volevi tu. Hanno trovato il modo di farlo e ora è usato da migliaia di persone.

Stanno anche lavorando ad un’auto, come avevi chiesto tu. La tua filosofia non è morta. Il tuo modo di pensare è difeso con i denti dai tuoi reggenti, anche se devo dirtelo Steve, manca la tua visione. Il tuo modo di vedere le cose in modo diverso è ciò che ci deliziava quotidianamente. A volte non ti capivo, ma solo perché non sono un genio come te. Alla fine avevi sempre ragione tu. Ci pensi che solo ora stanno abbandonando il plug-in di Flash? Tu ci eri arrivato anni fa.

Spero che ti stia divertendo nella nuvola. Io nella speranza di incontrarti un giorno ho comprato un pezzettino di iCloud, ma non credo basterà. Nell’attesa di vedere la tua prossima novità ti saluto e ti abbraccio calorosamente.

Ciao Steve.

  • LeonardoM

    Bella dedica :’)

  • Nevio Campolongo

    Beh, un pizzico di commozione c’è sempre, ogni 5 ottobre, soprattutto per chi ha vissuto la Apple dei primi anni 80. Oggi i due proconsoli alla guida si spartiscono i compiti: il ceo pensa alla finanza, ai fornitori e ad inseguire i voleri del mercato e del consumatore, il Sir pensa all’estetica, all’usabilità, all’esperienza utente. Nessuno però inventa il futuro, non c’è chi immagina. Di Steve ce n’è uno solo, è come D1EGO, non si può rimpiazzare. Però oggi il miracolo a cui si tende è al massimo fare le stesse cose degli altri, sperando (non sempre avviene) di farle meglio degli altri.