Apple ha deciso che non collaborerà con l’FBI

proteste FBI

Il Dipartimento di Giustizia americano aveva dato ad Apple una data: 26 febbraio. Questo è il giorno in cui Apple deve rispondere se vuole collaborare per sbloccare l’iPhone di San Bernardino, per verificare cosa ci sia all’interno. Ebbene, la società ha deciso: non collaborerà.

Gli avvocati di Apple hanno depositato un ricorso contro la richiesta fatta dal tribunale, perché è stata considerata anticostituzionale dall’azienda. La richiesta andrebbe contro i principi base di libertà personali scritti in Costituzione.

In altre parole la discussione andrà avanti ancora per molto, con una battaglia legale molto interessante. L’FBI ha voluto forzare la mano per avere una backdoor e la società non è rimasta in silenzio ad ubbidire.

Secondo Tim Cook la richiesta del tribunale è praticamente impossibile. Per costruire una versione meno sicura di iOS ci vorrebbero almeno 4 settimane impiegando 10 ingegneri a tempo pieno.

Intanto Microsoft, Facebook, Google e Twitter si stanno organizzando per dare un supporto amichevole ad Apple nella causa legale, partecipando alle udienze. Si prospettano mesi di fuoco, sperando si arrivi ad una soluzione a favore degli utenti.

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