Perchè le batterie esterne caricano meno di quanto dichiarato?

batteria esterna

Negli ultimi anni sono aumentati di molto i modelli di batterie esterne. Questi dispositivi ci consentono di avere tanta energia supplementare durante la giornata per tutti i nostri dispositivi.

Con l’aumentare dei modelli e delle società nel settore, abbiamo assistito anche ad un aumento della potenza dei vari modelli, della riduzione delle dimensioni e ad un calo di prezzo. Sono tutti fattori positivi. Tutti vogliamo una batteria esterna economica, potente e facile da trasportare.

Nelle ultime settimane, però, ho notato una cosa. Effettuando una serie di test su delle batterie esterne in mio possesso, usando un misuratore di consumo energetico, mi sono accorto che la potenza nominale posta sulle batterie non corrisponde mai a quella reale. Un fenomeno che ricorda le connessioni ad internet, dichiarate per una certa velocità ma che nel reale risultano essere molto inferiori.

Per esempio una batteria da 5.000 mAh mi ha fornito in realtà 2.730 mAh reali. Una differenza di ben 2.270 mAh, quasi la metà. Una da 12.000 mAh, invece, me ne ha forniti 8.345 mAh reali, come mai?

La differenza sta nel fatto che i produttori esprimono la potenza in tensione della batteria che usa 3,7v, mentre noi utilizziamo la carica in tensione operativa a 5v. Nella trasformazione dalla tensione di 3,7v a 5v viene persa dell’energia. Più è efficiente il passaggio di tensione, meno potenza si perde all’atto pratico.

C’è anche una formula che calcola il passaggio di energia:

Capacità nominale = (capacità batteria x tensione batteria 3,7v) / (boost tensione 5v x efficienza di conversione).

Quindi, per esempio, con una batteria da 5.000 mAh e un’efficienza di conversione dell’85% si ha = (5.000 x 3,7) / (5 x 85%) = 3.145 mAh.

Quindi quando comprate una batteria esterna non prendete mai in considerazione il valore nominale, perché non corrisponderà mai a quello reale. Come mi è stato confermato da un produttore di batterie, infatti, lo standard industriale prevede l’esposizione del dato in 3,7v e non in 5v. Una differenza da tenere sempre a mente.