I 5 anni di regno di Tim Cook

Tim Cook carpentiere

Sono passati 5 anni da quando Steve Jobs, ormai nei suoi ultimi mesi, decise di abdicare in favore di Tim Cook. Cook aveva già sostituito Jobs un paio di volte in qualità di COO di Apple. Grande esperto di mercati asiatici, Cook ereditò una missione molto importante: non banalizzare Apple e la sua filosofia, difendendo la sua crescita.

A distanza di 5 anni sul Washington Post è apparsa una lunga intervista al CEO di Apple, in modo da realizzare una sorta di bilancio dell’ultimo quinquennio: la crescita della società grazie alle vendite dell’iPhone, il suo coming out, la sua opposizione all’FBI per salvaguardare la privacy degli utenti, le lotte per l’eliminazione delle discriminazioni sul lavoro, i miglioramenti delle condizioni di lavoro dei dipendenti dei suoi fornitori, la rivoluzione dell’ecosostenibilità e così via.

Sono tanti i cambiamenti che Tim Cook ha attuato nella società. Una via nuova, ma nello stesso tempo con forte radici nel passato. L’espansione in Cina, prossimamente in India. Gli investimenti nel settore delle auto, il primo smartwatch di Apple, il servizio di streaming musicale, l’acquisto di Beats, l’introduzione di un sistema di pagamenti elettronico e tanto altro.

Cook, durante l’intervista, ha ricordato Steve Jobs e ha dichiarato che sperava in un lunghissimo periodo di presidenza per aiutarlo nella gestione della società. 6 mesi dopo, però, arrivò la triste notizia della morte.

Ha dichiarato di puntare sulla crescita di Apple in futuro percorrendo due strade: India e imprese. Inoltre la società sta puntando molto sull’intelligenza artificiale che farà da colonna tra servizi e dispositivi.

Un Cook più aperto verso l’esterno. Che si è fatto consigliare dal giornalista Anderson Cooper della CNN per effettuare il suo coming out e da Warren Buffet per il piano di distribuzione dei dividenti. Che chiama Bill Clinton per parlare di politica e Lloyd Blanckfein – CEO della Goldman Sachs – per consigli legali.

La storia di Apple con Tim Cook ha sicuramente intrapreso la strada del cambiamento. Ma quello che ci chiediamo tutti è: saprà vedere il mondo a qui a 10 anni come faceva Steve Jobs?

2 Comments

  1. Risposta rapida all’ultima domanda: no, con tutto il rispetto per l’ottimo Cook, serenamente no.
    Un dato più di tutti mi ha colpito di questa intervista: Apple si è impegnata in mille progetti per lei totalmente inediti, tale che il numero dei dipendenti si è quadruplicato (correggetemi voi, spero di non aver capito male). Ora per una azienda che si è sempre vantata di avere la snellezza e l ‘agilità mentale di una startup, che è sempre stata orgogliosa più di quanto non fatto che di quanto fatto, già questo dà la piena dimensione di come questa sia un’azienda totalmente diversa dalla Apple di 5-6 anni fa.
    Non so se in meglio o in peggio, lo lascio decidere a voi, ma è un’azienda che ha ben poco a che vedere con quella di 5-6 anni fa, proprio tutt’altra storia.
    In questo Cook ha saputo cambiarne il volto in maniera molto più radicale di quanto non siamo disposti ad ammettere.

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