Apple Machine Learning

Quest’affermazione è di Jerry Kaplan – scienziato e professore presso la Stanford University. Non si riferiva al controllo sugli utenti, ma alla complessa gestione delle informazioni per migliorare l’intelligenza artificiale nei suoi sistemi. Non è di pari opinione Oren Etzioni dell’Allen Institute, perché pensa che Google, Facebook e Microsoft stiano facendo più investimenti.

Per fare luce sulla questione Steven Levy ha fatto visita al campus di Cupertino per chiedere delucidazioni e hanno risposto Eddy Cue, Craig Federighi e Alex Acero, quest’ultimo direttore senior di Siri.

Si evince che Apple non ha un centro specializzato nelle intelligenze artificiali e del machine learning, ma nonostante questo continua ad acquistare startup del settore, come Turi per 200 milioni di dollari. L’azienda usa l’AI in vari ambiti, per esempio per gestire i feedback ricevuti dagli utenti, riconoscere i luoghi nelle foto, gestire l’ottimizzazione delle reti, consigliare app nell’App Store e così via.

Ci sono vari settori che utilizzano il machine learning, scienza che studia i dati degli utenti per migliorare l’intelligenza artificiale, che poi va a confluire nella ricerca del design migliore e della costruzione del software. Grazie all’uso di un processore proprietario, infatti, Apple migliora Siri di anno in anno.

Il peso dell’intelligenza artificiale è pari a 200 MB nel nostro telefono. È questa la memoria di cache utilizzata per migliorare il servizio. Gestione dei dati che viene effettuata proteggendo sempre la privacy degli utenti. In pratica grazie al machine learning e al DNN (Deep Neural Networks), Siri riesce a raccogliere informazioni per migliorare se stessa, comprendere nuovi modi di porre le domande e le relative risposte.

Grazie a questo approccio in futuro l’assistente digitale diventerà sempre più intelligente.

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