Apple paga 450.000 $ per aver costruito un impianto di riciclaggio abusivo

Tra il 2011 e il 2012, ancora prima la decisione di investire attivamente per l’ecosostenibilità, Apple aveva avuto l’idea di costruire un impianto di riciclaggio di prodotti elettronici usati. L’obiettivo era fare qualcosa, piuttosto che niente, dopo i giudizi negativi di Greenpeace.

L’impianto, però, fu costruito senza sincronizzarsi con l’Environmental Protection Agency, vale a dire l’ente per la salvaguardia della natura operante in California. Per questo motivo la società è stata portata al processo.

Processo che è terminato con un accordo tra le parti, che vede staccare un assegno da 450.000 $ a favore dell’ente pubblico per colmare i disagi causati dalla società. Il problema, dice il dipartimento di controllo, è che l’azienda di Cupertino non ha rispettato alcune direttive, causando un inquinamento del suolo per la polvere metallica generata dal riciclo dei componenti.

Dal giorno di apertura a quello di chiusura, nel gennaio del 2013, l’impianto ha riciclato 500.000 KG di prodotti elettronici dismessi. Come saprete oggi il sistema di riciclo è diverso, con fabbriche contenenti centinaia di robot Liam in grado di smontare un iPhone al minuto.