Apple paga 2 milioni di $ ai dipendenti a cui non dava abbastanza pause

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Nelle scuole c’è la ricreazione: una pausa di circa 15 minuti che scatta dopo qualche ora di lezione, al fine di far riposare la mente agli studenti. Nelle aziende c’è la pausa sigaretta o la pausa caffè per interrompere un attimo il lavoro e recuperare le energie. Tutte pause che servono al lavoratore per non stressarsi troppo e, a volte, sono regolate da apposite leggi.

Per esempio in Italia teoricamente dovrebbe essere concessa ogni 120 minuti. Il decreto 66 del 2003 stabilisce una pausa di 10 minuti se il turno arriva a 6 ore. Anche la California ha il suo regolamento e Apple lo ha infranto.

Nel 2011 quattro dipendenti dell’Apple Store di San Diego accusarono Apple di non fornire pause. I dipendenti richiedevano la pausa pranzo dopo 5 ore di lavoro. Di tutta risposta la società iniziò a non pagare quei dipendenti alla data stabilita.

Negli anni fu attivata una vera e propria class action, con la partecipazione di 20.000 dipendenti. Class action vinta. Apple è stata giudicata colpevole e dovrà risarcire 2 milioni di dollari a tutti i dipendenti che hanno partecipato alla causa. Il che si traduce in 95 $ lordi per dipendente, a cui dovranno essere sottratte le spese legali.

Alcune info tratte da: scribd