bagni gender
Apple firma la lettera contro la legge dei bagni discriminatori in Texas 2

Nell’immaginario collettivo i texani sono sempre vestiti di pelle, in sella al loro cavallo o dediti a cavalcare tori imbizzarriti. Persone dure, che accendono i fiammiferi con la barba e pronti a bere bourbon e fare una gara di sputi dopo aver masticato del tabacco.

Forse è per questo motivo che in Texas ce l’hanno per chi mina questo luogo comune. E quelle persone sono i gay. L’ultima bagarre verte su dove bisogna fare i propri bisogni. Nel bagno degli uomini? In quello delle donne? Un uomo che si sente donna dove deve andare? E una donna che ora si fa chiamare Jack?

Personalmente preferirei bagni misti ovunque, visto che non è vero che un uomo sporca più di una donna. Esistono uomini puliti e donne pulite, così come uomini e donne igienicamente incapaci. Ma nell’attesa di tanta evoluzione, in Texas vogliono una legge che obbliga chi nasce con il pistolino ad andare nel bagno degli uomini e chi nasce senza vada in quello delle donne, anche se dopo ha cambiato orientamento.

Una legge discriminatoria, che non rispetta le volontà di scelta sessuale. Tant’è vero che Tim Cook, insieme ad altri 14 CEO, ha scritto una lettera a Greg Abbott – governatore del Texas – per fermare questa idea.

Come grandi datori di lavoro nello stato, siamo seriamente preoccupati che tale legislazione possa profondamente pregiudicare la reputazione del Texas come aperta e amichevole alle imprese e alle famiglie. La nostra capacità di attrarre, reclutare e trattenere talenti migliori, incoraggiare nuovi trasferimenti aziendali, espansioni e investimenti e mantenere la nostra competitività economica risulterebbero negativamente influenzata. La discriminazione è sbagliata e non ha posto in Texas né in nessun altro paese del nostro paese.

La nostra prospettiva è fondata sui nostri valori e sul nostro impegno di lunga data per la diversità e l’inclusione

Si legge nella lettera firmata dalle grandi aziende americane, tra cui anche Google e Facebook.

Una questione che, se ricordate, colpì anche noi. Nel 2006 l’onorevole Vladimir Luxuria fu ripresa pubblicamente dall’onorevole Elisabetta Gardini perché stava facendo pipì nel bagno delle donne.

Personalmente non ho problemi se una donna o un uomo siano usciti dal mio bagno. L’importante è che non mi facciano trovare il segno dei loro passaggi.

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1 Comment

  1. Certo che si discute proprio di stron*ate… Esiste ancora la fame e la sete nel mondo e si parla di dove fare pipΓ¬.
    Non vuole certamente essere una critica a Kiro, bensì alla società.

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