L’embargo degli USA sull’Iran riguarda anche le app e Apple le cancella

Apple Iran

Obama aveva fatto passi da gigante con l’Iran. Un paese arabo colpito dalla rivoluzione islamica nel 1978. Un cambiamento che portò alla radicalizzazione religiosa, chiudendosi sempre di più verso l’Occidente.

Trump, invece, sta distruggendo ciò che Obama aveva costruito. E per ribadire il fenomeno distruttivo ha deciso di aumentare le sanzioni verso l’Iran. Questo porta anche all’embargo delle applicazioni.

Apple non ha ufficialmente un App Store in Iran. Forse il problema è proprio questo, perché in quella nazione deve rispettare le leggi americane. Molti sviluppatori iraniani, infatti, si sono appoggiati agli App Store di altre nazioni per diffondere le loro app.

A tal proposito la società di Cupertino, spinta dal governo americano, sta bannando delle app iraniane. In un atto che assomiglia molto al ban chiesto dalla Cina in Cina, spariscono app come Snapp, DelionFoods e altre. Tutte app che prevedono transazioni economiche.

Eliminare le app compromette anche l’ecosistema di startup in Iran e, molto probabilmente, è proprio questo l’obiettivo di Trump. Dal ban è nata una petizione che ha raccolto 2.300 firme, inoltre su Twitter si sta diffondendo l’hashtag #StopRemovingIranianApps. Lo stesso fenomeno sta colpendo anche il Play Store.

In Iran ci sono circa 80 milioni di abitanti e di questi 48 milioni hanno uno smartphone.

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