L’iPhone per minare criptovalute, ma non è alla portata di tutti

Uno degli argomenti più interessanti degli ultimi anni è la blockchain, la criptovaluta e i Bitcoin. Riusciranno queste monete elettroniche a diventare parallele a quelle legali? Molti scommettono di sì.

E se da una parte c’è tanta speculazione, dall’altra ci sono ideali di decentralizzazione e minatori nell’atto di fabbricare più monete elettroniche possibili. Per minare bisogna avere dell’hardware abbastanza potente per risolvere complicati processi matematici e avere, come ricompensa, criptovaluta.

L’iPhone X ha un avanzato processore A11 Bionic da 2,4 GHz e una GPU di Apple. Potrebbe essere usato per minare criptovaluta? La risposta è sì, ma il processo non è semplice. Apple ovviamente non consente l’arrivo di app che consentano di minare criptomoneta nell’App Store. Per farlo bisogna passare per complicati passaggi.

Bisogna, per esempio, installare l’app MobileMiner con un certificato in locale mediante XCode. Dopodiché bisogna inserire i dati da minatore nell’app prendendoli dal progetto della criptovaluta che si vuole minare. Al termine basta premere l’apposito pulsante e attivare il calcolo degli hash, cioè del pacchetto di dati da analizzare.

Lo sviluppatore tratterà l’1% di tutta la criptomoneta minata. Ovviamente se vi accade qualcosa allo smartphone non se ne prenderà le responsabilità. Secondo le stime dello sviluppatore dovreste minare almeno 0,01 Bitcoin in un anno.

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