Un documentario sulla carica ad induzione

La carica ad induzione non è nuova nell’industria degli smartphone. Era il 2009 quando Palm presento il Pre, uno degli smartphone più innovativi di quel periodo, ma che non sopravvisse al successo dell’iPhone. Il Pre aveva un caricabatterie ad induzione. Tre anni dopo anche Nokia realizzò uno smartphone con questa tecnologia.

Con il tempo molte aziende hanno integrato questo sistema, fino a passare per Apple lo scorso anno con gli iPhone 8, 8 Plus e X. Ma in cosa consiste e dove è nata la tecnologia della carica ad induzione?

A tal proposito vi suggerisco questo breve documentario che ne riprende i punti fondamenti. Tutto è nato con gli esperimenti sull’elettromagnetismo di Michael Faraday nel 1831. Fu Nikola Tesla, però, a realizzare la prima bobina per il passaggio di energia elettrica, nel 1894.

Ad oggi la carica ad induzione, oltre nei dispositivi, è utilizzata in altri ambiti, come la carica delle automobili. Lo standard usato quasi da tutti è il cinese Qi che ha un’efficienza del 59,4%.

Considerando i soli iPhone X venduti quest’anno, circa 30 milioni, consumano 415 MWh di energia al giorno, si stima che ne vadano persi 278 MWh al giorno, pari all’energia generata da 1.400 pale eoliche.

Fortunatamente sono in sviluppo sistemi a carica ad induzione più efficienti. In futuro la perdita di energia sarà minima.

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