Trump ferma l’acquisizione di Qualcomm da parte di Broadcom

Qualcomm

Può un’azienda da 23,5 miliardi di fatturato annui essere acquistata da una da 13,2 miliardi? Sì nell’economia del mercato libero e se la prima è in un periodo di difficoltà. No se interviene lo Stato.

Qualcomm non se la sta passando molto bene. La società californiana, produttrice di chip, è in causa con alcune aziende per una politica di licenze di brevetti troppo monopolistica. Apple ha fatto causa alla società e vuole indietro 1 miliardo di dollari. Inoltre minaccia di non comprare più i suoi chip.

Questo ha portato ad un calo del titolo e alcuni problemi manageriali. Il presidente dell’azienda, Derek Aberle, si dimise lo scorso anno dopo 17 anni di reggenza. In tutto questo ha cercato di approfittarne Broadcom. Dopo una serie di offerte, tutte rifiutate, l’azienda ha provato ad una scalata ostile per 130 miliardi di dollari.

A quanto pare però, Qualcomm ha delle buone conoscenze nel governo Trump. Il presidente, infatti, ha bloccato l’acquisizione una volta e per tutte dichiarando che c’è un problema di sicurezza nazionale.

Broadcom ha sede negli Stati Uniti e a Singapore. Questa seconda sede, però, è stata spostata nel Delaware lo scorso anno. L’azienda è nata da un ramo di HP, quindi ha natura americana in tutto e per tutto.

La scusa della sede a Singapore ha spinto Trump a dichiarare che l’acquisizione potrebbe portare a problemi di sicurezza, con possibile controlli da parte asiatica. Nessuno si metterà contro il presidente degli Stati Uniti, quindi Qualcomm ha salvato la sua proprietà.

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