Un Apple Watch distrugge l’alibi di una possibile assassina

Apple Watch

Il nostro Apple Watch registra i battiti del nostro cuore ogni 10 minuti, avvisandoci se c’è qualcosa che non va. In base ad una ricerca dell’Università della California e San Francisco, questo dato è accurato al 97%. Per questo motivo questi dati sono al centro di un caso giudiziario in Australia.

Nel settembre del 2016 Myrna Nilsson era in casa con sua nuora nella città di Adelaide. La donna morì quel giorno e Caroline Nilsson, che all’epoca aveva 26 anni, chiamò la polizia. Alle autorità raccontò che alcuni uomini erano entrati in casa e dopo 20 minuti uccisero sua suocera.

L’avvocato Carmen Matteo, però, ha provato che c’è qualcosa non quadra nella ricostruzione della donna. Considerando i dati presi dall’Apple Watch indossato da Myrna Nilsson, si può provare che lo stress da lotta che ha causato il decesso è avvenuto in 7 minuti e non 20 come racconta Caroline. Il grafico dell’attività cardiaca parla chiaro.

Ora la ragazza è la maggior sospettata nell’omicidio. Si sospetta che dei dissapori tra le due donne abbia portato ad una lotta, conclusasi con la morte della donna 57enne. Un verdetto dovrebbe arrivare il 13 giugno.

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