Meglio un iPhone riparabile o uno facilmente riciclabile?

Daisy

Ieri è stato pubblicato il report di Apple in riguardo all’ecologia e i progressi del 2018. In questo report veniva sottolineato uno degli obiettivi della società: realizzare un iPhone completamente riciclabile.

Al momento, grazie ad una serie di robot che si chiamano Daisy, la società riesce a smontare completamente gli iPhone e recuperare buona parte dei materiali, come alluminio, oro, argento, stagno, tungsteno e così via. Materiali che andrebbero in discarica, ma che possono essere usati per costruire nuovi prodotti.

Quindi il sistema funziona così: Apple vende l’iPhone e ne guadagna. Al termine del ciclo di vita tenta di recuperarlo e lo ricicla. Il materiale viene usato per costruire nuovi iPhone sui quali guadagna di nuovo e così via. In questo modo la società da un lato evita che del materiale finisca nelle discarica e dall’altro aumenta il fatturato.

A Greenpeace, però, non interessa tanto questa propensione alla fatturazione delle aziende. Per l’organizzazione inquina meno poter aumentare il ciclo di vita del prodotto favorendo le riparazioni:

Piuttosto che un altro robot per il riciclo, ciò che è più necessario per Apple è indicare che l'azienda stia abbracciando una delle sue più grandi opportunità per ridurre il suo impatto ambientale: progettare dei prodotti riparabili e aggiornabili. Questo farebbe usare i suoi prodotti più a lungo, ritardando il giorno in cui si dovrebbe ricorrere a Daisy.

Ciò che sfugge a Greenpeace è che se i prodotti durano di più i clienti comprano meno iPhone.

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