Nell’App Store finisce Ruspadana, un’app razzista ma poi viene cancellata

Ruspadana

In un’epoca come quella attuale, dove i razzisti si sentono legittimati a dare adito ai loro istinti peggiori, capita che qualcuno possa pensare che sia giusto pubblicare un’app dove si prende di mira un’etnia.

È capitato purtroppo in Italia, dove la Lega di Salvini sembra essere diventata il lasciapassare per ogni perdita di umanità. Così tre sviluppatori hanno pubblicato un’app che si chiama Ruspadana: l’unione delle parole ruspe (tanto amate da Salvini) e Padania.

In Ruspadana bisogna schiacciare i migranti con una ruspa per liberare le Alpi da queste persone. Al grido di “proteggiamo la patria”, l’app ha come descrizione “Aiuta Ruspadana a fermare l’invasione! Ripulisci le strade, rimuovi gli ostacoli. E goditi le Alpi”.

Ovviamente si tratta di un’app razzista, nonostante gli sviluppatori dichiarino che l’intento era pubblicare un’app sarcastica per porre l’attenzione sul problema (come se di attenzione non ce ne fosse già). L’app viola apertamente le norme 1.1.1 e 1.1.2 che vietano contenuti che possano umiliare, intimidire gruppi e prendersela con razze, culture, governi o aziende specifiche.

Apple, dopo numerose segnalazioni, ha finalmente deciso di eliminarla. Ci si chiede come sia possibile che sia passata indenne dai filtri dei controlli dell’App Store e soprattutto: cosa passa nelle teste delle persone per arrivare a questo punto?

7 Comments

  1. Epic fail sicuramente del filtro dell’App Store, senza alcun dubbio: e poi parliamo male del google app store…
    La storia (e questo post soprattutto) però ispirano ben altre considerazioni: mi vengono in mente le accorate e preoccupate analisi sulle testate mainstream che si facevano qualche tempo fa a proposito di “una generazione di nerd frustrata e destrorsa” da “rieducare”. Ora realizzo che vanno intrepretate in maniera totalmente opposta al modo in cui si fece all’epoca. Il ruolo della tecnologia è messo in discussione: a cosa serve? abbandoniamo la romantica (e ipocrita) vulgata della tecnologia al servizio “dell’evoluzione” dell’essere umano, che deve “evolversi” e “andare avanti”, che pure è stata parte integrante dei primordi hippie dell’informatica di cui Apple fu l’esempio più brillante. Nella realtà bisogna ammettere che finora le abbiamo affidato il compito di rieducare maoisticamente quelli che non la pensano come “noi” e a promettergli la certezza granitica delle meravigliose sorti e progressive del mondo globalizzato e neoliberista (la app economy), in un turbinio di ottimismo sfrenato del genere “viviamo nel migliore dei mondi possibili”, e della narrativa del “non siamo mai stati meglio”. Non è certo il caso di questi sviluppatori di questa app furbescamente razzista, loro vogliono solo monetizzare e farsi pubblicità. Ma di sicuro svela il ventre molle della nostra inconsistenza: non riusciamo a venire a patti con l’idea che dobbiamo accettare l’esistenza di visioni del mondo e della vita diverse dalle nostre, e reagiamo un giorno col sogno di esautorare il volgo ignorante dal potere decisionale, e l’altro giorno con la rieducazione forzata della tecnocrazia. E anche se ci riuscissimo, saremmo in grado di fare pure peggio di chi oggi comanda: lo dico pensando anche a Facebook, Google Apple & co. impegnati nella battaglia alle “fake news” (qualsiasi cosa significhi questo termine) al nuovo indottrinamento della selezione delle notizie e alla cancellazione di qualsiasi opinione avversa al sistema perchè “pericolosa” o minacciante i “fondamenti della democrazia e del vivere civile”. E’ un utopia sperare di slegare la tecnologia dagli interessi dei grandi centri di potere, ma almeno noi smettiamola di pensare di essere nell’1% dei fortunati, degli “illuminati” che la sanno lunga. Non siamo neppure noi che usiamo la tecnologia, ne siamo usati.

  2. Gli sviluppatori che l’hanno prodotta e messa sull’Apple Store sono dell’Apple Developer Academy di Napoli o sbaglio?

  3. Articolo pertinente alle tematiche del blog, che dovrebbe dare vita a interessanti riflessioni come ha colto Nevio sopra, a differenza di quello che la gente ha detto nei commenti su facebook.

    Da lettore di melamorsicata da anni, hai il mio supporto, ignora chi sa solo denigrare!

  4. Ecco, questo si che è grave e andrebbe perseguito con una sanzione appropriata, magari l’espulsione dall’Academy.

    Non esiste che ci sia ancora gente che trova divertente, al punto di farne un gioco, perseguitare un gruppo di etnie.

Cosa ne pensi?