promozione giapponese

È vero, per principi economici le imprese dovrebbero massimizzare i profitti a tutti i costi, ma spesso nell’ottenere questo risultato si assiste a molta tristezza. Un po’ come quella dimostrata da Apple in Giappone.

Alcuni anni fa, fino al 2016, la società di Cupertino offriva le Lucky Bag per il nuovo anno. La tradizione delle fukubukuro, le buste a sorpresa, sono un classico in Giappone: per festeggiare il nuovo anno si realizza questa giornata speciale dove i negozianti offrono delle buste facendole pagare una quota fissa.

Il contenuto ha spesso un valore superiore a quello pagato per comprare la busta. La differenza equivale allo sconto che il negoziante ha applicato sui prodotti. Questi sono a sorpresa, quindi chi compra la busta non sa cosa compra fino all’apertura della stessa.

In passato le buste a sorpresa di Apple costavano 50.000 ¥, circa 400 €, e contenevano spesso degli accessori, delle Apple TV, dei MacBook Air e così via. Tutte cose molto gradite. Ora, invece, è diventato solo un piccolo sconto su alcuni prodotti.

Per massimizzare i profitti non si offrono più buste della fortuna, ma sconti sui prodotti tra l’altro meno recenti. Sui nuovi iPhone e MacBook non ci sono sconti. La società ha ridotto i costi della promozione, ma probabilmente ha anche perso un po’ di lealtà giapponese.

Forse il profitto non è tutto nella vita. Va bene proteggerlo, ma i clienti vanno fidelizzati con un po’ di apertura. Cosa che non si raggiunge proponendo finte promozioni.

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