Un’inchiesta di Bloomberg racconta del disagio negli uffici periferici di Apple

Hammerwood Avenue
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Di solito quando pensiamo ai luoghi di lavoro di Apple pensiamo all’Apple Park, gli uffici moderni, lo stipendio assicurato, un ambiente stimolante e molto altro. In verità non è sempre così. Bloomberg ha raccolto la testimonianza di alcuni ex dipendenti della società.

Si tratta di persone che lavoravano presso la divisione mappe in California, in uffici periferici. Qui si racconta dei disagi nel lavorare nell’azienda. Uno dei dipendenti racconta di essere stato assunto non direttamente da Apple, ma mediante la Apex Systems che si occupa di fornire dipendenti con contratti interinali di 12 mesi.

Quando i contratti scadono la società decide se rinnovarli, non rinnovarli o assumere il personale direttamente. L’azienda utilizzerebbe ben 14 società interinali negli Stati Uniti per aggiungere e togliere dipendenti all’occasione senza troppi vincoli.

Gli ex dipendenti raccontano i ambienti poco curati, con distributori automatici riempiti raramente. I bagni degli uomini sono in numero decisamente minore rispetto al numero di dipendenti, tanto da obbligare a delle file ogni volta. Il regolamento della società, inoltre, spinge i dipendenti a tenere sempre segreto il loro rapporto di lavoro, tanto da chiedere di prendere un taxi o un Uber a qualche isolato di distanza dalla sede di lavoro.

Inoltre, visto che sono dipendenti di Apex, è vietato loro anche di fare riferimento ad Apple nei loro curriculum e su LinkedIn.

Si tratta ovviamente di lamentele da parte di personale licenziato, quindi la loro volontà di “parlare” potrebbe essere dettata esclusivamente da amarezza e vendetta. C’è da dire che Apple non è l’unica azienda che utilizza agenzie interinali, ma è una pratica piuttosto comune per le grandi aziende che hanno bisogno di nuovo personale in tempi brevi e per periodi non molto lunghi.

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