Japan Display viene salvata di nuovo, ma da Cina e Taiwan

Japan Display

Quando pensiamo ad aiuti a grande aziende vengono in mente società come Alitalia e FIAT. In realtà l’iniezione di liquidità in grandi aziende per salvarle dal fallimento non è un fenomeno solo italiano, avviene in molte nazioni.

Nazioni come l’efficiente Giappone. La società Japan Display, infatti, fu salvata dalla bancarotta nel 2016 con 636 milioni di dollari forniti dal governo giapponese. L’azienda è partner di Apple da numerosi anni, fornendo schermi come il display OLED usato nei MacBook Pro, ma anche gli schermi degli iPad Pro e, si vocifera, abbia aiutato nella creazione dei display Liquid Retina.

Ma quindi perché tutte queste difficoltà? Japan Display sta cercando da qualche anno di rinnovare la sua struttura cambiando la produzione dagli schermi LCD a quelli OLED, passando per i microLED. Un processo lungo, che richiede investimenti che la società fa fatica ad ottenere.

Investimenti che hanno portato un nuovo buco nel bilancio. Fortunatamente sono arrivati investimenti esteri a salvarla. Mentre Apple è ferma e guarda, alcune società hanno investito 723 milioni di dollari.

Si tratta della cinese Silk Road Fund e la taiwanese TPK Holding Co, con rispettivamente 60 miliardi e 80 miliardi di yen. Pari a circa il 50% del valore dell’azienda. Con la speranza che Japan Display riesca ad arrivare alla sua conversione.

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