Un prototipo dell’iPhone e un cavo speciale permettono di rubare i dati da altri iPhone

foto di Cathryn Virginia
foto di Cathryn Virginia

Per anni le aziende di spionaggio hanno provato ad ottenere un sistema in grado di bucare la sicurezza degli iPhone. A volte sono stati trovati dei bug, poi corretti da Apple. Altre volte è stata bucata la porta Lightning, poi bloccata da Apple con il codice dell’utente. Ora pare sia in uso un sistema abbastanza costoso.

Come rivela un’indagine effettuata da Motherboard, è possibile bucare un iPhone mediante l’uso di un’apparato hardware molto speciale. L’indagine è stata condotta con l’aiuto di alcuni hacker e ricercatori, come Mathew Solnik, che hanno rivelato come funziona il sistema mostrato alla Black Hat Conference di Las Vegas del 2016.

Alla base c’è l’uso di iPhone in versione prototipo. Si tratta di unità molto rare, non destinate alla vendita, prodotte solo per dei test. Secondo alcune voci, queste sono fornite al mercato nero direttamente dalle fabbriche di Foxconn dove sono assemblati i dispositivi.

Nonostante Apple vieti di vendere quelle unità e cerchi di evitare che questo accada, spesso finiscono in mani sbagliate in cambio di cifre che arrivano anche a 20.000 $ per il prototipo dell’iPhone XR.

foto di Giulio Zompetti
foto di Giulio Zompetti

Questi possiede una versione modificata di iOS con un software speciale SEP per il ripristino e recupero del dispositivo. Bisogna utilizzare anche un cavo speciale, chiamato Kanzi, che costa 2.000 dollari. Questi permette di accedere al kernel per usare l’autenticazione base fatta da admin e alpine per accedere al firmware.

Al momento non conosciamo il grado di accuratezza del recupero dei dati dagli iPhone sottoposti alla procedura. Sta di fatto che considerato il costo dell’hardware necessario e considerato che l’iPhone deve essere fisicamente nelle mani dell’hacker, il pericolo che il nostro iPhone sia in pericolo è molto basso.

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