L’industria musicale ora è sorretta solo dallo streaming musicale

Ora sembra strano ricordarlo, ma c’era un periodo dove Apple con il suo iTunes Store riusciva a governare il 60% del mercato mondiale della musica digitale. Poi vennero i servizi di streaming musicale. Apple tentò di cavalcare ancora l’onda della musica venduta a singolo brano, senza accorgersi che quell’onda era più scarica del previsto.

Negli anni la musica digitale superò quella dei supporti fisici, come i CD, arrivando ad un settore governato praticamente solo da musica in streaming. Come rivela la RIAA (Recording Industry Association of America), mediante un’indagine di Statista, attualmente la musica non passa più dal fisico.

Il picco della vendita di CD musicali si toccò nel 1999 quando questi raggiunsero un fatturato di 21,5 miliardi di dollari. Attualmente fattura meno di 2 miliardi. Negli ultimi anni abbiamo assistito anche ad un aumento della vendita dei vinili, che pare stia frenando.

Attualmente il 75% del fatturato dell’industria musicale è basato sullo streaming. In totale, però, siamo intorno ad un fatturato di 10 miliardi di $, quindi molto meno del passato.

La vendita di musica su supporto, sia esso fisico che digitale, sta diventando un’attività molto marginale. Gli artisti guadagnano, ormai, dai converti e se sono abbastanza famosi dalla vendita di prodotti accessori, come abbigliamento, gadget o attività online. Arriverà il momento in cui la musica sarà diffusa gratuitamente?

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