Il proprietario del ransomware GrandCrab se ne va in pensione dopo aver derubato 2 miliardi di $

Questa è una storia di mestizia, di iniquità e ingiustizia. È la storia di un uomo spregevole che si è arricchito ai danni di qualcuno e l’ha fatta franca. È la storia dell’inventore del ransomware GrandCrab che opera da un paio d’anni.

Questo malware, una volta beccato, cripta tutti i dati del computer. Chi viene colpito ha tre possibilità: dire addio per sempre ai dati, salvarsi con una copia di backup o semplicemente pagare per ottenere una chiave in grado di decriptare i dati.

Un sistema che ha causato moltissimi danni, spesso ad aziende che hanno dovuto pagare in criptovaluta per non perdere le informazioni aziendali dei computer. Un sistema che ha generato miliardi.

Perchè l’inventore non solo si è limitato a raccogliere denaro per suo conto, ma ha offerto il codice del malware con un programma di affiliazione offrendo una commissione del 40% a tutti i malfattori come lui che lo hanno aiutato a diffondere il ransomware in varie forme.

Il risultato? Molte aziende nei guai e una raccolta di 2 miliardi di $. Ora l’autore ha deciso che può andarsene tranquillamente in pensione e chiudere tutto. Se questo da un lato è una buona notizia, perché elimina alcuni malware dalla circolazione, dall’altro lato non lo è.

Le aziende e i privati colpiti dal ransomware non potranno richiedere la chiave di decriptazione. I loro dati sono persi per sempre.

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