Cosa c’è nel processore A13 Bionic

A13 Bionic
A13 Bionic

Ci sono tanti componenti che Apple produce all’interno. Come di recente il sistema che si occupa di gestire l’approvvigionamento energetico e in futuro i chip 5G per gli iPhone. Uno degli elementi di cui può andare fiera, in grado di renderla molto superiore alla concorrenza, sono i processori.

Da quando la società ha acquistato PA Semi nel 2008, è passata tanta acqua sotto i ponti. In seguito l’azienda diede vita ad altre acquisizioni, impiegando circa 6.000 ingegneri per realizzare il chip più ottimizzato e veloce del settore. Un risultato incredibile che dà i suoi frutti.

Il recente chip A13 Bionic è basato su architettura ARM ed è costruito a Taiwan da TSMC su indicazione di Apple. La società lo ha realizzato per rispondere perfettamente alle esigenze dei suoi dispositivi, fornendo l’esatta quantità di potenza quando serve, riducendo al minimo l’esborso di consumo energetico.

Prima di analizzare il risultato, vediamo cosa contiene l’ultima generazione. L’A13 Bionic è costruito con tecnologia a 7 nm di seconda generazione. Questo consente di aumentare il numero di transistor nonostante anche l’A12 Bionic avesse l’architettura a 7 nm.

Nello specifico abbiamo 8,5 miliardi di transistor contro i 6,9 miliardi presenti nella generazione precedente. Questo consente di ottenere 1 milione di miliardi di operazioni al secondo, contro i 5.000 miliardi della generazione precedente (e i 600 miliardi dell’A11 Bionic). Di fatto siamo di fronte ad un hexa-core, o meglio detto a 6 core, da 2,66 GHz.

Immaginate ora i 2,66 GHz paragonati a quelli presenti nel vostro computer. Personalmente sto usando un MacBook Pro con un processore Intel da 2,4 GHz. Quindi teoricamente l’iPhone 11 è più veloce del mio computer.

Interno del chip A13
Interno del chip A13

All’interno troviamo, quindi, una CPU a 2 core (chiamati Lightning) per le operazioni più frequenti. Quelle dell’A13 Bionic sono del 20% più veloci dell’A12 e consumano il 30% di batteria in meno. Poi abbiamo 4 core (chiamati Thunder) attivati solo durante le operazioni complesse. Questi sono del 20% più veloci della generazione precedente e consumano il 40% in meno.

Dal punto di vista della GPU abbiamo un processore proprietario di Apple anche in questo caso, ottimizzato per il framework Metal. Il chip del calcolo grafico di Apple è quad-core. Nell’A13 abbiamo un aumento delle prestazioni del 20% rispetto alla generazione precedente, con i consumi del 40% inferiori.

Poi abbiamo altri componenti, come la NPU (Neural Engine) per il machine learning e l’intelligenza artificiale. Il processore NPU è octa-core per ottenere il 20% di prestazioni in più rispetto allo stesso chip nell’A12, con consumi ridotti del 15%.

Benchmark iPhone 11 Pro
Benchmark iPhone 11 Pro

Il risultato è il più veloce processore al mondo in uno smartphone. Non lo dico io o il marketing di Apple, ma i fatti. In base ai test registrati da Geekbench, infatti, il nuovo iPhone 11 ha totalizzato 5.472 punti in single core e 13.769 punti in multi core.

Il risultato è superiore al primato precedente: quello del processore Snapdragon 855+ che ha registrato 3.623 punti in single core e 11.367 punti in multi-core. Supera anche il processore Exynos 9825, che ottiene 4.532 punti in single core e 10.431 punti in multi-core.

Per renderci conto di questa potenza prendiamo dei dispositivi nati per operazioni complesse, come i computer. L’iMac Pro del 2017 ha totalizzato 1.150 punti in single core e 9.595 punti in multi-core. Il MacBook Pro 15” di quest’anno ha 1.141 punti in single core e 6.924 punti in multi-core. C’è da aggiungere altro?

Questo lascia intendere che qualora Apple volesse costruite i Mac con il suo processore proprietario potrebbe già farlo, contando su prestazioni più che sufficienti per gestire il lavoro di un computer. Da qualche anno a questa parte, infatti, si vocifera dell’interesse per la società nell’abbandonare Intel e implementare un suo chip come sugli iPhone.

Intanto attenderemo il prossimo anno, quando dovrebbe arrivare il primo chip di TSMC da 5 nm. Un’architettura in grado di raddoppiare quasi il numero dei transistor attuali, permettendo milioni di miliardi di operazioni in più al secondo, riducendo ancora una volta il consumo di risorse.

Un enorme passo avanti se pensiamo che il primo chip di Apple, l’A4 presentato nel 2010, aveva un’architettura a ben 45 nm e aveva un solo core per 1 GHz.

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