Apple ID non trovato
Apple ID non trovato

Da quando esiste internet c’è sempre stato un problema di fondo da risolvere: autenticare la presenza online di una persona fisica. Non essendo un luogo fisico, bisogna stabilire come identificare una persona in un ambiente virtuale, assegnargli dei privilegi, avere uno storico di interazioni, attribuirgli delle proprietà e così via.

La forma più comune usata per gestire questo tipo di necessità è l’account. Spesso si chiede all’utente di creare un account, con tanto di email e password, da usare per autenticarsi in applicazioni e siti. Necessità che Apple di recente ha affrontato con il sistema Accedi con Apple, dove si può usare il proprio Apple ID per autenticarsi con un elevato grado di privacy.

Ed è proprio l’Apple ID al centro di questo articolo. Non so voi, ma io uso il mio account da numerosi anni. Ho comprato brani musicali, servizi, spazio cloud, centinaia di app e ho un po’ di abbonamenti in corso. Lo uso inoltre per gestire l’ecosistema di Mac, iPhone, iPad, Apple Watch, Apple TV e gli altri dispositivi che Apple ha costruito e che ho in giro per casa e ufficio.

Perdere l’Apple ID, non potervi più accedere, mi creerebbe un bel po’ di danni. Lo dimostra anche un fatto realmente accaduto. Luke Kurtis, IT Manager del sito Quartz, si è visto disabilitare l’Apple ID, rendendosi conto dell’enorme danno che un’eventualità del genere può causare.

Un giorno Luke decide di comprare una ricarica iTunes dal sito MassGenie. Questi è una sorta di piattaforma di crowdfunding per comprare cose online. Dopo aver ricevuto la sua carta, la carica nel suo account. Pochi istanti dopo l’uomo si accorge che il suo Apple ID non è più accessibile.

Sentita l’assistenza di Apple, con una serie di scalate interne, scopre che Apple gli aveva disabilitato l’account perchè la carica iTunes era frutto di una truffa. In pratica la carta faceva parte di un blocco di ricariche che dovevano arrivare in un negozio, ma per un furto non sono mai arrivate.

Luke si è trovato in pochi istanti completamente escluso dall’ecosistema che Apple ha realizzato per i suoi clienti. Non poteva più accedere al suo iPhone, all’iPad, al Mac, ai servizi e app collegate. Non poteva avere accesso all’app Wallet per gestire i biglietti aerei, oppure accedere ad iMessage o al suo spazio cloud.

Dopo una seconda telefonata all’assistenza di Apple, l’uomo ha ricevuto rassicurazioni di uno sblocco in 24 ore, in quanto Apple si era resa conto della buona fede dell’utente. Il problema è che dopo 24 ore non è accaduto nulla. Un disagio durato diversi giorni. Dopo altre diverse chiamate Luke è riuscito a riottenere il suo account.

Se non lo avesse più ricevuto indietro, ha calcolato, il danno sarebbe stato quantificabile in almeno 15.000 $ di prodotti e servizi comprati nei negozi online di Apple. La società per farsi perdonare del disguido gli ha regalato appena qualche mese di Apple Music e uno sconto per l’acquisto di un Apple Watch.

Luke ha promesso di passare ad Android, perchè si è reso conto di quanto sia pericoloso rinchiudersi in una gabbia d’oro. Entrare in un ecosistema, seppur completo e funzionale, è una scelta importante. Cambiare ambiente è praticamente impossibile. Alla luce dell’Apple Card, che ora gestisce anche i nostri soldi, ci si rende conto che in caso di problemi i disagi sarebbero veramente molti.

Sarebbe un po’ come perdere la cittadinanza e ogni documento, senza avere la possibilità di rientrare in possesso dei propri averi, entrare in casa propria, dimostrare agli altri di essere se stessi e non essere riconosciuti tra gli altri membri della piattaforma.

Me ne sono reso conto anche io dopo aver riscontrati problemi con iCloud Drive, che tutt’ora ci sono nonostante abbia segnalato il problema ad Apple più volte. La soluzione più veloce sarebbe aprire un altro account, chiudere l’abbonamento nel primo e spostarlo sul secondo. Così facendo perderei anche tutti gli acquisti di questi anni, la riconoscibilità tra i miei dispositivi, tra le persone che hanno il mio account e tutto il resto.

C’è una sorta di catena che è difficile da spezzare senza dover rinunciare a un bel po’ di cose. Un fattore che dovremo tenere sempre a mente più passa il tempo. Sperando che Apple prima o poi crei delle procedure per rendere più semplice rivendicare il proprio account, risolvere le controversie e rendere più semplice la vita agli utenti.

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2 Comments

  1. Quello che fa ridere a me è il passaggio ad Android usato come risoluzione a questo problema.
    Sbaglio o per accedere a qualsiasi servizio Android serve un account Google?

  2. Kiro, tra i banner pubblicitari di melamorsicata.it ve n’è uno – o più d’uno – che “ad minchiam” reindirizzano alle solite pagine di alert “your mac is infected” e così via.
    Non è un problema solo del tuo sito: colpisce anche formulapassion.it ed ansa.it.
    Non solo su Mac (macOs 10.14.6) ma anche iOS (13.1).
    Magari non puoi farci nulla e te lo dico solo a titolo informativo.
    Certo è che – dopo un po’ – rompe alquanto le scatole.

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