Apple Card accusata di sessismo per le politiche di Goldman Sachs

Goldman Sachs
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L’argomento è spinoso e dura ormai da molti anni. Le donne guadagnano quanto gli uomini a parità di lavoro? Teoricamente sì, nella pratica ci sono invece delle discriminazioni. Una ricerca dell’ONU dichiara che gli uomini guadagnano il 23% in più delle donne.

Questo genere di discriminazioni è sul tavolo di molte campagne e politiche aziendali, al fine di riequilibrare gli stipendi. Purtroppo il risultato ottimale è ancora lontano. Per questo motivo spesso questo genere di discriminazioni finisce subito sui tavoli dei media.

L’ultima riguarda l’Apple Card. La carta di credito di Apple è al centro di una polemica. Lo sviluppatore David Heinemeier Hansson si è accorto che il suo plafond è 20 volte più ampio di quello di sua moglie. Eppure vivono insieme, hanno lo stesso tenore di vita e usano lo stesso denaro.

Pare che al centro del problema, come evidenziato da Goldman Sachs, partner di Apple e istituto finanziario dietro al servizio, ci sia un algoritmo che raccoglie tutti i parametri della persona che chiede la linea di credito, prendendo in considerazione non solo l’età, il sesso e l’istruzione, ma anche il reddito.

In pratica sarebbe la differenza di reddito, proprio per la questione che le donne sono pagate meno degli uomini, ad aver generato il problema. Intanto la rete si indigna e Steve Wozniak, co-fondatore di Apple, ha chiesto di migliorare l’algoritmo.

La sua sembra una questione etica: non è giusto che un algoritmo decida su delle persone reali. Ci vorrebbe un elemento pensante per comprendere meglio questo tipo di dinamiche.

Il Dipartimento dei Servizi Finanziari americano ha attivato un’indagine per verificare se c’è stata una discriminazione sul calcolo del plafond. Nel frattempo tutti si chiedono se Apple debba agire e chiedere al partner commerciale delle modifiche urgenti, oppure se si tratta realmente di una questione nella formazione del reddito indipendentemente dal sesso del richiedente.

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