Forse eccetto i dischi presenti nei computer e quelli per i backup, nessuno cerca altri supporti di memoria esterni. Ormai i servizi cloud consentono di avere moltissimo spazio online pagando cifre molto contenute.

C’era un periodo, però, dove la memoria era un bene raro e quindi molto costoso. Tutta colpa della tecnologia dell’epoca. Anche Apple aveva il suo hard disk: si chiamava 20SC e aveva un’interfaccia di collegamento SCSI.

Il dispositivo fu venduto tra il 1986 e il 1989 e costava ben 1.299 $, pari a oltre 3.000 $ attuali. In cambio si otteneva la bellezza di 20 MB con una velocità di scambio dei dati di 1,25 MB al secondo. Per comprendere la differenza con i sistemi attuali, basti pensare che la porta Thunderbolt 3 permette un passaggio di dati di 40 GB per secondo.

Ma se prendiamo un hard disk 20SC del 1986 e lo colleghiamo ad un iPhone, l’app Files lo leggerà? L’utente Niles Mitchell ha la fortuna di averne un’unità funzionante e ha provato questo esperimento. La sorpresa è che l’app Files lo legge senza problemi.

L’unico problema è che Niles ha dovuto usare un adattatore SCSI vs USB 1.1 con un driver molto difficile da recuperare, sviluppato dalla Shuttle Technology.

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