La vera risorsa di Apple sono gli 1,5 miliardi di dispositivi attivi

Se volessimo misurare il successo di un sistema operativo e di un’azienda nei confronti dell’altra prendendo in considerazione solo i numeri, Apple apparirebbe come una società di second’ordine. Attualmente abbiamo Samsung e Huawei come leader del settore degli smartphone con decine di milioni di unità vendute ogni trimestre. Inoltre Android è su 2,5 miliardi di dispositivi. Apple è la terza società nel settore degli smartphone per unità vendute, inoltre iOS è su 1,5 miliardi di dispositivi.

Ma se applichiamo una nuova dimensione a questa analisi, che è quella del contesto, le cose cambiano. I dati raccontano una storia a metà, perché incrociandoli con quelli degli utili generati da ogni unità venduta si scopre che in realtà il mercato c’è ma genera valore sono in Apple. Inoltre Android soffre di una frammentazione epocale dei suoi dispositivi, gestiti da centinaia di aziende diverse.

Gli 1,5 miliardi di device con iOS sono tutti legati ad un solo brand e una sola azienda: Apple. Questa differenza porta la società di Cupertino ad un vantaggio enorme. Dopo aver lavorato per un decennio a diffondere gli iPhone e gli iPad nel mondo, tra l’altro con un pachidermico profitto, la società sta attivando la fase successiva che la sorreggerà da qui a probabilmente i prossimi 20 anni. Sta capitalizzando la base degli 1,5 miliardi di device.

Lo fa con i servizi. Negli ultimi tre mesi la società ha fatturato 12,71 miliardi di $ con i servizi. Per fornirli ha sostenuto 4,53 miliardi di $ in costi, quindi per ogni dollaro speso ne fattura il triplo.

La sua leva di profitto dimora proprio nel numero di dispositivi diffusi nel mondo. Prendiamo il caso Apple TV+, di cui al momento non si conoscono ancora i numeri ufficiali. La società in poco tempo, dicono le stime di Ampere Analysis, ha raggiunto 33,6 milioni di abbonati. È un numero superiore a Disney+ che con tutto lo sforzo di marketing e acquisizioni miliardarie ha raggiunto 23,2 milioni di abbonati.

Ed è questo il motivo per cui Apple sta investendo in nuovi servizi come Apple News+ ed Apple Arcade. Un’espansione del bouquet di servizi che in futuro diventeranno il core business dell’azienda e sorreggeranno il suo fatturato, nello stesso modo in cui adesso lo fa l’iPhone.

Tra qualche anno la società si occuperà di generare valore dai dispositivi puntando al ricambio generazionale su chi è già cliente, aggiungendo servizi e dispositivi collaterali per aumentare sempre di più la sua galassia di prodotti.

Consideriamo per esempio l’iPhone. Una volta conquistato il cliente, la società non termina il suo ciclo solo con la vendita del dispositivo. Quel cliente nel tempo deciderà di acquistare anche un Apple Watch, delle AirPods, attivare un piano superiore per iCloud, iscriversi ad Apple Music e Apple Arcade e così via.

Inoltre lo stesso cliente acquisterà app e si abbonerà alle stesse con i piani di subscription, portando ad Apple il 30% di commissioni. Per poi arrivare dopo qualche anno a rinnovare il suo dispositivo e riattivare tutto il circuito.

Dal punto di vista commerciale, quindi, Apple ha già vinto su tutti i concorrenti. La sua visione di lungo periodo potrebbe non essere più indirizzata verso l’innovazione, ma di sicuro la società ha in mente sviluppare e mantenere un ecosistema perfettamente equilibrato, in grado di fornire al cliente i prodotti migliori.

L’unico problema in tutta questa equazione è che una volta entrato è difficile uscirvi.

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