Qualche giorno fa l’azienda Plague Inc, famosa per il gioco di simulazione di pandemie, è stata eliminata dall’App Store in Cina. La società si è ritenuta molto sconcertata per la decisione, collegandone subito le ragioni con il Coronavirus che è partito proprio dalla Cina.

Non sappiamo se realmente il governo cinese abbia voluto punire Plague perché il suo simulatore consente di giocare nel tentativo di fermare la pandemia, ma sta di fatto che dal 2016 in Cina è necessario avere una licenza speciale.

In pratica, per legge, chi vuole sviluppare o vendere videogame in Cina dovrà prima chiedere una licenza. Il governo cinese può decidere, quindi, quali giochi possono circolare nella nazione e può ovviamente decidere di ritirare le licenze a chi gli è antipatico.

Al momento la licenza serve solo a chi vende giochi che integrano il sistema In App. Chi li distribuisce gratuitamente non ne ha bisogno.

Se uno sviluppatore volesse una licenza deve chiederla all’ente cinese preposto e poi caricarla nell’App Store. Probabilmente Apple svilupperà un tool per effettuare la richiesta direttamente nell’App Store Connect. C’è tempo fino al 30 di giugno per mettersi in pari con gli obblighi di legge.

Dopo quella data si potranno distribuire i videogame ma se resi completamente gratuiti, oppure si potrà decidere di non vendere più giochi in Cina.

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