L’Apple Watch si accorge della fibrillazione atriale solo sopra i 120 battiti al minuto

L’approccio di Apple verso l’Apple Watch è passato dal considerarlo un accessorio per il settore della moda ad uno strumento per la salute della persona. In watchOS 5, per esempio, Apple ha integrato il rilevamento della fibrillazione atriale e ha integrato il sensore ECG, per valutare la salute del cuore.

La fibrillazione atriale è un’alterazione del battito cardiaco. Se l’Apple Watch lo rivela, manda una notifica all’utente. Questi dovrà poi contattare un cardiologo per una visita specialista e confermare o meno la patologia.

Secondo uno studio, pubblicato sul New England Journal of Medicine, su 419.297 volontari sono state trovate 2.161 persone con fibrillazione atriale. Questo significa che queste persone si sono salvate la vita grazie all’uso dell’Apple Watch.

Un recente studio della FDA americana, però, sottolinea una cosa: il sistema di Apple diventa efficace solo se i battiti cardiaci superano le 120 pulsazioni al minuto. Se questa soglia non viene superata il sistema non si attiva. Questo significa che Apple si perde per strada circa il 60% delle anomalie al cuore.

Dai dati diffusi dalla Mayo Clinic si evince che la fibrillazione atriale, o AFib, può avvenire in un range tra i 100 e i 175 battiti al minuto. In pratica Apple salva vite con le notifiche dell’Apple Watch, ma potrebbe salvarne molte di più se il sistema funzionasse anche sotto la soglia dei 120 battiti.

Probabilmente il sistema non si aziona sotto questa soglia perché l’algoritmo attuale prevede di rilevare anomalie solo quando l’utente è in stato di riposo e i battiti sono accelerati. Se il numero dei battiti è nella norma non si aziona nessun controllo.

La speranza è che Apple renda il suo sistema più ampio e preciso, al fine di rilevare un numero maggiore di anomalie al cuore e salvare molte più persone.

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