Le mie impressioni su Storie Incredibili di Apple TV+

Era il 1985 quando Steven Spielberg mandò in onda sulla NBC la prima stagione di Amazing Stories, Storie Incredibili. Il titolo derivava da una celebre saga di fumetti che Spielberg amava leggere da bambino.

La serie ebbe due anni di vita. Due stagioni per un totale di 45 episodi che furono proiettati negli Stati Uniti, ricevendo anche alcuni riconoscimenti, come 5 Emmy Award. Tra gli attori che hanno fatto parte del cast ci furono anche Kevin Costner, Gary Coleman, Kiefer Sutherland, Mark Hamill, Harvey Keitel, Danny DeVito e Christopher Lloyd.

Apple è riuscita a convincere Spielberg, probabilmente a suon di milioni di $, di riportare la serie in vita. Storie Incredibili è quindi presente in Apple TV+. Non è la terza serie di quella originale, ma una tutta nuova che riparte da zero.

In realtà non c’è un filone che collega le varie puntate. Queste sono piccoli film tutti scollegati con tema centrale la fantascienza. Ogni puntata, quindi, potrebbe diventare la base per un libro più corposo, ma raccontata in circa 1 ora nel formato televisivo.

La prima stagione è formata da appena 5 episodi:

  • The Cellar: un uomo va in una cantina di una casa che sta ristrutturando con il fratello, finendo indietro nel tempo. Lì conosce una donna e si innamora.
  • The Heat: Una ragazza viene uccisa e il suo fantasma aiuterà la sua migliore amica nell’affrontare una sfida.
  • Dynoman and the Volt: un uomo riceve un anello da una rivista per fumetti che leggeva da piccino. L’anello gli dona dei super poteri. Tra l’altro questa puntata è l’ultima interpretazione di Robert Forster prima della sua dipartita. Avrete incontrato l’attore in Better Call Saul.
  • Signs of Life: la madre di una ragazza va in coma. Si risveglia improvvisamente grazie ad un alieno.
  • The Rift: un buco spazio temporale porta un pilota della Seconda Guerra Mondiale nei giorni nostri.

Ho visto tutte le puntate e mi sono fatto l’idea che Amazing Stories si tratti di una serie TV per adolescenti. Credo che l’avrei amata se fossi stato più giovane. È proprio il genere che amavo da ragazzo: la fantascienza romanzata con il lieto fine.

Avere poche puntate e tutte disconnesse tra di loro la rendono ideale per quei momenti in cui si vuole vedere un telefilm senza troppi legami. Quando non si vuole essere trascinati in storie avvincenti in grado di “costringerci” a guardare una puntata una dopo l’altra.

Le storie raccontate, per quanto incredibili, sono piuttosto semplici. Qualcuna è anche abbastanza prevedibile. Sono girate bene, ma non coinvolgono più di tanto.

Su Rotten Tomatoes il giudizio medio è di 42 su 100, mentre su Metacritic è di 50 su 100. In pratica è il giudizio più basso per una serie di Apple. Avere la firma di Steven Spielberg, a quanto pare, non ha portato a nessun risultato superiore.

Amazing Stories del 2020 probabilmente non riscatterà quella del 1985, che fu cancellata dopo la seconda stagione. È probabile, quindi, che la stagione 2 del prossimo anno sarà l’ultima anche nel catalogo di Apple TV+.

La trovate nel servizio della società.

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