Cosa ci dice il report 2020 dei fornitori di Apple

Apple è una delle poche società che in trasparenza pubblicano i dati relativi i suoi fornitori. La società di Cupertino si auto assegna alti standard per il rispetto dell’ambiente, del personale, dell’etica aziendale. Lo fa anche con i suoi fornitori obbligandoli a firmare un rigoroso accordo dove bisogna rispettare regole ben precise.

Periodicamente la società, in prima persona e con l’aiuto di enti terzi, effettua delle verifiche presso le sedi dei fornitori per comprendere se queste norme sono rispettate. Dai risultati di queste analisi ne scaturisce un report annuale. Quello del 2020 è stato pubblicato di recente.

Sappiamo che dal 2008 ad oggi sono stati istruiti 19,4 milioni di dipendenti con dei corsi di formazione e 52.000 persone sono state sentite per avere dati di condotta. Dal 2008 la società ha pagato 32,3 milioni di $ per supportare una fase di assunzione ripagando le spese di spostamento dei candidati. Sono stati forniti inoltre 4 milioni di corsi e coinvolte 21 organizzazioni diverse per monitorare i fornitori.

In riguardo l’ecologia c’è stato un aumento del 53% delle iniziative a favore dell’ambiente. Per esempio grazie al riciclo delle acque sono stati risparmiati 115 miliardi di litri, con un riciclo del 40%. Grazie all’uso di fonti rinnovabili sono state evitate le emissioni di 1 milione di tonnellate di CO2 nell’aria.

In totale lavorano circa 1 milione di persone tra i fornitori di Apple, distribuiti in 49 nazioni diverse. Lo scorso anno sono state effettuate 1.142 ispezioni contro le 1.049 fatte l’anno precedente, in 801 fabbriche di cui 291 miniere. L’82% ha superato le indagini a pieni voto e circa 1% con bassi voti. Il 94% ha superato tutti i test per il tema salute e benessere dei dipendenti.

La società ha anche scoperto 12 violazioni, di queste 10 per ore straordinarie falsificate, 1 ricatto monetario e 1 minorenne.

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