Hey.com vs Apple, chi ha ragione?

Hey.com

Gli sviluppatori di Basecamp hanno sviluppato un nuovo servizio di posta elettronica. Si chiama Hey.com e non è semplicemente un client di posta elettronica, ma un servizio vero e proprio con indirizzi che terminano in @hey.com e con 100 GB di spazio.

Ci hanno lavorato 2 anni per sviluppare il tutto e alla fine hanno deciso di venderlo per 99 $ annui. Questo dà diritto allo spazio, ad usare la casella e a sostenere lo sviluppo dei client per i diversi sistemi operativi, compreso quello per iOS.

Il problema è che Apple ha cancellato il client qualche settimana dopo il lancio dell’app. Gli sviluppatori se ne sono accorti perchè avevano inviato un update per risolvere alcuni bug e Apple, a quanto pare, a sfruttato questa occasione per mettere in chiaro un punto a cui tiene molto: l’app deve pagare la commissione.

Ma facciamo un recap della faccenda rispetto al punto di vista dei due protagonisti, perchè al termine di questa storia non potrete fare a meno di schierarvi dalla parte di Hey o da quella di Apple.

Come ha raccontato David Heinemeier Hansson, CTO di Basecamp (quindi anche di Hey), Apple aveva prima accettato l’app, poi rifiutata con un aggiornamento di bug fixing. La società ha poi motivato che in base alla regola 3.1.1 dell’App Store se si vende qualcosa bisogna integrare il sistema In App e pagare le commissioni.1

David ha fatto sapere che ci sono tante altre società che fanno pagare l’abbonamento all’esterno dell’App Store per poi usare i dati di login nelle app per non pagare la commissione. Vedi Spotify o Netflix. Quindi se lo possono fare loro dovrebbero farlo anche quelli di Hey.

Il manager non usa mezzi termini chiamando Apple un circolo mafioso, dove se non rispetti le regole vieni fatto fuori. In barba ai tanti anni investiti per un progetto.

Apple, dal suo canto, si è scusata. Non per aver cancellato l’app, ma per averla approvata in precedenza. Secondo la società l’errore è stato accettarla. Se si vendono cose nell’App Store bisogna pagare le commissioni come previsto da regolamento.

Secondo voi chi ha ragione?

Vi dico l’idea che mi sono fatto. Secondo me gli sviluppatori di Hey.com hanno torto. Sapevano del regolamento sin dall’inizio. In fondo vendono gli abbonamenti di Basecamp da tempo.

Apple ha semplicemente chiesto, come fa anche con Spotify e Netflix, di pagare la commissione su quegli abbonamenti venduti direttamente nell’app. Ha in pratica chiesto di integrare il sistema In App Subscription per ricevere la quota solo sugli abbonamenti generati direttamente nell’app e non anche per quelli venduti all’esterno.

Ad oggi buona parte dei profitti di Spotify e Netflix non finiscono nelle maglie delle commissioni di Apple, perchè generati sui rispettivi siti. Solo una parte viene pagata ad Apple perchè generati direttamente nelle app.

Il ragionamento di Apple è semplice: io ti fornisco la piattaforma, lo spazio cloud, la visibilità, la SDK, la distribuzione in 175 paesi e molto altro senza chiederti denari. Se però in tutto questo io ti aiuto a vendere abbonamenti, devi pagarmi una commissione.

Per capire questo concetto immaginiamo di andare da Starbucks. Il negozio mi offre il tavolo, la sedia, l’aria condizionata, la musica, la connessione ad internet e nessuno mi caccia via, però non lamentarti se qualcuno mi chiede di comprare almeno un caffè.

Credo che Hey.com, servizio sconosciuto fino a ieri, abbia approfittato della faccenda anche per accogliere un bel po’ di esposizione mediatica. In questi giorni stanno parlando di questo caso molti blog di settore. Inoltre sta approfittando di un momento delicato: la Commissione Europea sta indagando su Apple proprio sull’App Store.

In pratica la società ha colto la palla al balzo per scardinare un po’ il meccanismo delle commissioni, come stanno facendo da tempo altri come Spotify, raccogliendo intanto anche della visibilità.

Non ci si può meravigliare se si ottengono dei servizi e poi qualcuno ci chiede di pagare. Hey.com per me a torto. Per voi?

  1. Il 30% il primo anno e il 15% se il cliente rinnova dal secondo anno in poi. <-

2 Comments

  1. Ma a quanto mi risulta Netflix* dall’app sullo Store Apple non permette l’abbonamento (almeno fino a maggio era così!) solo il login per usarla! E forse Hey.com aveva preso per esempio proprio questa* che è tra le più famose senza nominandola, anche se dal punto di vista marketing avere una vetrina su uno Store come quello di Apple e fruttare la visibilità ed I servizi gratuitamente come vorrebbe Hey.com mi sembra esagerato, trovassero un accordo per risolvere una controversia che è puramente economica.

  2. Rettifico il post precedente, anche Netflix come descritto sopra nell’articolo ha attivato gli acquisti in-app e se poi anche un altro colosso del settore streaming online come Disney+ lo ha fatto non vedo perche Hey.com non possa abilitarli… sopratutto se non è posta una limitazione sul funzionamento se gli abbonamenti sono fatti anche dall’esterno e che comunque le percentuali da corrispondere sono solo quelli generate da gli acquisti in-app che ritengo giuste perchè il ritorno d’immagine che ti offre una vetrina come quella dello Store Apple non ha uguali… e i servizi e lo spazio cloud vanno pagati ad Apple!

Cosa ne pensi?