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La tecnologia sta cambiando profondamente le nostre abitudini. Ci sono 108 milioni di dispositivi intelligenti nelle case degli europei e per il 2023 questi saliranno ad almeno 184 milioni, per un giro d’affari di 27 miliardi di euro.

Accendere le luci con la voce, aprire la porta con il chip NFC, sapere a distanza cosa manca nel nostro frigorifero, attivare la lavatrice dallo smartphone e molto altro sono all’ordine del giorno. Non sono tecnologie che arriveranno entro il prossimo lustro, ma sono la quotidianità attuale.

Per questo motivo la Commissione Europea ha deciso di venderci chiaro. Ha attivato una indagine per scoprire se il mercato sia sano, se i dispositivi sono interoperabili e come sono utilizzati i dati degli utenti.

In altre parole si vuole comprendere se vi siano fenomeni di oligopolio, se quando un utente compra un dispositivo come una lampadina può usarla con qualsiasi sistema, se i dati raccolti rispettano il GDPR, se in futuro queste tecnologie potrebbero rappresentare una minaccia per i cittadini.

Nel farlo sono stati spediti dei questionari a 400 aziende del settore per comprendere loro come agiscono nel mercato. I risultati di questa analisi dovrebbe arrivare per il prossimo anno.

Un’analisi che prende in considerazione i dispositivi IoT (Internet of Thing o Internet delle Cose) e anche gli assistenti digitali, come Siri, Alexa, Google Assistant e altri. Il lavoro della Commissione servirà sicuramente per fare luce nel settore e intercettare possibili storture del mercato.

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