Commissioni App Store

Come saprete Apple è sotto la lente dell’Antitrust per le politiche usate nell’App Store: il suo negozio di applicazioni. La società adotta da sempre un business model molto chiaro: ciò che viene venduto nel suo negozio costa il 30% in commissioni che gli sviluppatori devono cedere alla società.

Quando ci fu l’integrazione degli abbonamenti la società portò la percentuale al 15% a patto che fosse il caso del rinnovo dopo 12 mesi. Per il primo anno si paga sempre il 30%.

Un business model che ha funzionato da anni, ma che adesso pare non essere più idoneo per alcuni sviluppatori. Questi, ovviamente, vogliono pagare il meno possibile e soprattutto non vogliono pagare per gli abbonamenti.

Ma è corretto chiedere circa un terzo del prezzo delle app e dei servizi? Per dimostrare di sì, Apple ha commissionato uno studio alla Analysis Group.

Il report ha dimostrato che le commissioni del 30% sono in linea con quelle applicate dalla concorrenza. Google chiede il 30% in commissioni e il 15% dopo il secondo anno per gli abbonamenti proprio come Apple. Anche Amazon chiede il 30%, così come Samsung con il suo store e Microsoft.

Se guardiamo all’industria di distribuzione dei videogame vediamo che XBox chiede il 30%, così come Nintendo e PlayStation. La piattaforma Steam chiede il 30% se il giro d’affari è sotto i 10 milioni di $, mentre la percentuale cala al 25% fino a 50 milioni e 20% oltre i 50 milioni di $.

Nel settore dei contenuti digitali le cose vanno peggio. Spotify chiede per i podcast su Anchor il 30% delle sponsorizzazioni e il 9,5% delle donazioni degli ascoltatori. Twitch chiede il 50% sulle iscrizioni e il 25% sulle pubblicità. YouTube trattiene il 45% sulle pubblicità, mentre Amazon con Prime Video trattiene il 50% sulle vendite o i noleggi di film.

Per la vendita di libri per Kindle Amazon trattiene il 30% per i libri fino a 9,99 $ e il 65% sui libri più costosi. Nook chiede il 35% per i libri fino a 199,99 $ e il 60% su quelli più costosi. Audible per gli audiolibri trattiene il 60% degli abbonamenti sui contenuti esclusivi e il 75% su tutti gli altri.

E sui beni fisici quanto trattengono le piattaforme di e-commerce? Amazon fino al 17%, eBay fino al 12%, Airbnb il 17,2%, Booking.com il 15%, Uber Eats fino al 30%.

Trovate tutte le specifiche di queste percentuali nel report di Analysis Group. Il piano di alcuni sviluppatori è comunque abbastanza chiaro: approfittare delle pressioni delle indagini dell’Antitrust su Apple per tentare di convincere la società a cedere e abbassare le commissioni.

Un gioco che mira ad incrementare i guadagni il più possibile. Un gioco che Apple ha capito bene e a cui non vuole perdere. Sempre se l’Antitrust non deciderà di darle torto.

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